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È sempre più “verde” il futuro lavorativo di chi si occupa della gestione del rischio in azienda

Secondo l’analisi contenuta nella ricerca GreenItaly 2016, a cura di Unioncamere e Fondazione Symbola, l'Environmental Risk Manager non è più una frontiera di una futuribile evoluzione del mondo del lavoro e in particolare del suo recente segmento detto dei “green job”. A quanto attesta il rapporto – significativamente sottotitolato Una risposta alla crisi, una sfida per il futuro – è ormai uno delle più richieste fra le nuove figure professionali generate dallo sviluppo economico in direzione ambientalista, uno dei più efficaci “anticorpi” nei confronti della crisi economica, come lo definisce la ricerca nella Premessa a firma di Ivan Lo Bello (Presidente Unioncamere) ed Ermete Realacci (Presidente Fondazione Symbola).

 

È sempre più verde il futuro lavorativo di chi si occupa della gestione del rischio in azienda

 

Il verde che “conta”

Infatti, la medesima ricerca stimava per l’anno 2016 un monte di ben 249.100 assunzioni in campo di green job o lavori che comunque prevedono expertise ambientali, un numero che rappresenta ben il 44,5% della domanda di lavoro complessiva nel nostro Paese e che si suddivide in un 12,9% del totale nei green job “puri” (percentuale che corrisponde a 72.300 assunzioni in termini assoluti), cui si affianca un 31,6% di figure “non Green Job”, ma alle quali sono richieste competenze green (176.800 assunzioni).

 

La Lombardia vanta la più elevata percentuale di “posti di lavoro verdi” (27,6%), insieme (comprensibilmente) al più alto numero di imprese eco-investitrici attive sul territorio nazionale: circa 70.000, quasi un quinto del totale nazionale. 

 

Secondo la ricerca di GreenItaly (cfr. grafico riprodotto sotto), oggi, alla green economy “si devono inoltre 2 milioni 964 mila green jobs, ossia occupati che hanno prevalentemente competenze ‘verdi’”: una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale. Il contributo dei green jobs al prodotto lordo del Paese veniva stimato già nel 2015 a 190,5 miliardi di euro”.

 

 

 

Una preparazione “ibrida” per essere completa

I lettori del portale Cineas sicuramente ormai ben conoscono la figura professionale dell'Environmental Risk Manager, di cui abbiamo già scritto più volte, né hanno bisogno di essere introdotti al relativo percorso di formazione Master Environmental Risk Assessment And Management. 

 

Il Risk Manager Ambientale ha una preparazione ibrida. Il suo compito è analizzare e delineare gli scenari di vulnerabilità della sua impresa nel caso in cui accada un incidente, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto di tale incidente sul business aziendale, sempre nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza. Per poter identificare le potenziali fonti inquinanti, mappare processi e strumentazioni utilizzati in azienda individuando le modalità di prevenzione e controllo dei rischi, egli deve riunire in sé conoscenze tecniche del settore in cui opera l’azienda, del mercato assicurativo e della normativa giuridica di riferimento.

–Mario Gazzola

 

Approfondimenti:

> GreenItaly. Rapporto 2016

> Unioncamere

> Symbola

> Master in Environmental risk assessment and management Cineas

 

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