
L’interruzione del servizio per una aeroporto costituirebbe una grave perdita. Per questo la struttura Guglielmo Marconi di Bologna, nell’ambito della strategia di risk management, ha pianificato delle pratiche per evitare il black out.
In particolare, dato che l’IT sovrintende le funzionalità critiche (dalle comunicazioni ai passeggeri, alla gestione dei controlli e degli imbarchi), è fondamentale affidarsi ad un sistema di storage e di business continuity.
Il management dell’aeroporto ha stabilito un upgrade per aumentare la capacità disponibile, optando per una soluzione che si basa sullo storage e su ogni elemento coinvolto, che risulta duplicato e sempre disponibile. Il modello semplifica l’architettura e l’aggiornamento in un arco di tempo di 4 anni.
Attualmente l’aeroporto dispone di 3 nodi distinti, 2 di business continuity e 1 di disaster recovery alimentati da gruppi elettrogeni e di continuità diversi e collocati ad anello che hanno percorsi differenti.
L’adozione della nuova soluzione ha prodotto un aumento di memoria e la riconfigurazione delle macchine favorendo la gestione ordinaria e l’implementazione di sistemi aggiuntivi.
Fonte: Il Mondo, 24 giugno 2011
Parole chiave: Aeroporto di Bologna, Guglielmo Marconi, business continuity, disasetr recovery,

