
Il comitato dei regulator europei del settore (Ceiops) ha indicato, in merito alle misure d’implementazione della direttiva Solvency II, alcuni obblighi patrimoniali che potrebbero imporre al mercato italiano delle polizze molto più elevate rispetto alle previsioni.
Dario Focarelli, capo economico dell’Ania ha manifestato la sua preoccupazione affermando che dalle simulazioni effettuate l’effetto potrebbe essere notevole.
Pochi mesi prima della crisi dei mercati le compagnie italiane potevano contare su disponibilità finanziarie elevate. A fronte di un requisito minimo di circa 20 miliardi le compagnie potevano usufruire di circa 40 miliardi di euro. Secondo Focarelli, la riserva di capitale stata sufficiente per superare la crisi del biennio 2008-2009, come è accaduto nel resto d'Europa, poiché nessuna delle 6 mila compagnie esistenti è fallita.
Una stima teorica dell’Ania prevede che le tariffe della Rc auto, per tenere conto dei maggiori ratios patrimoniali, potrebbe subire un incremento del 5%. Con i nuovi obblighi patrimoniali, infatti, il conto a carico del settore è destinato a salire notevolmente.
Quali sono i motivi che incrementeranno i costi a carico delle compagnie assicurative?
Innanzitutto l’aumento dei ratios di capitale da detenere per gli investimenti azionari che in un primo momento erano stati fissati nel 32% del loro ammontare (sulle azioni quotate) e nel 45% (per le non quotate) per poi essere ritoccati, rispettivamente, al 45 ed al 60%. In secondo luogo le partecipazioni strategiche in società non finanziarie, non beneficerebbero più del dimezzamento del ratios patrimoniale in primo tempo previsto. Per quanto concerne le partecipazioni strategiche in banche, il loro intero ammontare non sarebbe più computato a copertura del capitale di vigilanza. Ci sono poi i ratios previsti per coprire il rischio dell’attività di sottoscrizione.
Infine per il mercato italiano avrebbe un impatto notevole anche la ridotta ponderazione delle plusvalenze negli attivi e nelle riserve assicurative che, a detta del Ceiops, solo per il 15% potrebbero essere computate nel requisito di vigilanza.
Fonte: Il Sole 24 ore del 25 novembre
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