
Nel rispetto del trattato di Lisbona e a causa della crisi le massime autorità governative europee intendono ristrutturare gli strumenti di controllo.
Secondo il Direttore Generale di Ania, Paolo Garonna, emerge la necessità di un sistema di vigilanza europeo uniforme e integrato per ovviare ai naturali squilibri competitivi che caratterizzano le differenti legislazioni nazionali.
Affidare la responsabilità di vigilanza sistematica del settore assicurativo alle banche centrali significa, però, affidarsi ad un sistema di controllo che gioco forza non conosce le specificità del settore.
Per quanto riguarda il nostro paese, l’efficienza e la solidità del settore assicurativo sono dimostrate dalla reazione positiva che il settore ha avuto in seguito alla crisi.
Il calo del 5% del Pil nell’arco di un anno determina effetti indiretti tra cui la diminuzione del valore contabile degli investimenti in azioni e obbligazioni e l’abbassamento del valore dei titoli patrimoniali. Il fatto che l’industria assicurativa italiana abbia reagito meglio di altri Paesi dimostra che le scelte prudenziali adottate in passato erano corrette.
Fonte: Giornale delle Assicurazioni, marzo 2010
Parole chiave: Paolo Garonna, Ania, trattato di Lisbona,

