27 Giugno 2008

Banche iberiche: poco esposte ai rischi internazionali

Le banche iberiche perdono in borsa meno di quelle americane ed europee. Santander e Bbva stanno anche elaborando piani di espansione internazionale
 

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Nel primo trimestre del 2008, le banche spagnole hanno guadagnato più di 5 miliardi di euro, con un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2007. Nonostante le crisi che attraversano il settore, sembra che il sistema creditizio iberico reagisca meglio rispetto a quelli europei e americani. Anche nei casi della decapitalizzazione borsistica che in Spagna, come nel resto del mondo, hanno avuto numeri negativi, le perdite registrate dagli istituti iberici sono state inferiori rispetto a quelle di molti altri paesi.

Sono stati, soprattutto, gli organi di informazione britannici, come il Financial Times, a sorprendersi dei risultati iberici; ma anche i commentatori più critici ammettono l’abilità dimostrata dal Banco de España nel prevenire le conseguenze della crisi finanziaria. Con una circolare approvata a fine maggio, il Banco de España ha fissato rigide norme per impedire operazioni potenzialmente morose. Per incoraggiare la solvenza degli istituti e incentivare la concessione dei crediti per l’acquisizione di immobili, i prestiti ipotecari concessi con questa finalità, che superino il 95% del valore della garanzia, vengono trattati dal Banco de España come attivi ad alto rischio: si tratta proprio di quei mutui che provocano problemi quando il prezzo delle case scende, come sta accadendo in questo periodo.

L’osservatorio sulla congiuntura economica Banco de España ha notato che il 60% dei crediti concessi nel 2007 sono finiti nel settore delle costruzioni, e che ciò potrebbe rappresentare un pericolo per il sistema finanziario: se quindici anni fa le banche spagnole avevano 1,11 euro di capitale per ogni euro prestato all’edilizia, ora la cifra si è ridotta a 26 centesimi.

La Aeb, Associazione Bancaria Spagnola, rileva altri elementi di pericolo nel calo dei depositi, conseguenza della riduzione delle capacità di risparmio, cha ha condotto le banche a dare maggior peso a forme di finanziamento più gravose. Un ulteriore punto critico è la morosità dei mutui per l’acquisto di immobili, passata dallo 0,47% di marzo 2007 allo 0,99% del marzo 2008: il timore della Confederazione spagnola delle casse di risparmio è che il tasso di morosità possa raggiungere il 3% nel 2009.

Gli istituti bancari spagnoli confidano comunque nella solidità della loro posizione: ne è prova il fatto che Santander e Bbva abbiano firmato un accordo per rafforzare il finanziamento delle aziende spagnole anche in questa fase di crisi. Un ultimo aspetto di difficoltà è quello legato alla rinuncia ai progetti di apertura di nuove succursali: la Spagna è uno dei paesi al mondo con il maggior numero di agenzie bancarie in rapporto alla popolazione ma, ora, i grandi gruppi sono convinti che il mercato sia giunto a una saturazione. Santander e Bbva puntano dunque alla finanza internazionale: il primo sta per concludere un accordo con General Eletric per uno scambio di attivi, mentre il secondo ha annunciato una strategia di espansione negli Stati Uniti d’America e, soprattutto, in estremo oriente, con la convinzione che un istituto bancario privo di radici in Cina e India non possa considerarsi davvero internazionale.

Fonte: La Repubblica, Affari & Finanza, 23 giugno 2008

Sei in: Finanza » News

Parole chiave: Banche iberiche, Banco de España, crisi finanziaria, Associazione Bancaria Spagnola,

 

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