02 Luglio 2008

Bolle a rischio crac

A causa della speculazione, molti settori potrebbero sgonfiarsi all’improvviso dopo una rapida crescita: pericolo per energie rinnovabili, arte, biotech
 

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Dopo il crollo delle società internet, di quelle del settore immobiliare e la crisi dei mutui subprime, altri comparti economici sono a rischio a causa della speculazione finanziaria. Esistono, dunque, numerose potenziali bolle speculative, tra cui la borsa cinese, le energie rinnovabili, il vino, l’arte contemporanea, le materie prime, l’acciaio e le biotecnologie.

 

Per ciò che concerne la finanza orientale, nelle borse di Shangai e Shenzhen i prezzi hanno iniziato a sgonfiarsi lo scorso autunno: ad esempio, dopo essere cresciuto del 500% tra luglio 2006 e ottobre 2007, l’indice di Shangai ha perso metà del valore negli ultimi nove mesi e, con ogni probabilità, scenderà ancora.

 

Le energie rinnovabili sono un caso perfetto di bolla speculativa, per tre ragioni: innanzitutto, perché il valore borsistico delle società che producono energia da fonti rinnovabili proviene dai fondi di venture capital, più attenti alla crescita delle società nel breve periodo, piuttosto che al loro sviluppo organico nel tempo. Inoltre, l’interesse di investitori e consumatori ha subìto un’impennata con l’aumento del prezzo del petrolio, che prima o poi potrebbe calare. Infine, soprattutto in Europa, questo tipo di energia è sostenuta da sconti fiscali di carattere temporaneo: nel momento in cui non saranno più applicati, la redditività delle energie rinnovabili potrebbe rivelarsi tutt’altro che soddisfacente.

 

Non sono previste gravi bolle nel settore del vino poiché i produttori ne tengono bassa l’offerta. Ma piccoli sboom possono comunque verificarsi, analogamente a quanto accaduto al Borgogna del 2005, che rapidamente è cresciuto da 15.000 euro a 35.000, per poi decrescere nuovamente non appena l’interesse degli operatori si è spostato sul Borgogna del 2007.

 

Nel mondo dell’arte contemporanea, i grandi collezionisti e galleristi sono soliti far crescere le quotazioni di un artista per poi abbandonarlo e dedicarsi all’esaltazione nuovi talenti. È il caso del britannico Charles Saatchi, che in passato ha portato in orbita le quotazioni delle opere di Damien Hirst (cresciute del 224% tra il 2000 e il 2007) e ora promuove le produzioni cinesi tra cui quelle di Zhang Xiaogang. L’intero mercato dell’arte orientale sta vivendo una fase di straordinaria espansione ed è, per questo, ad altissimo rischio sboom.

 

Più difficile prevedere i possibili andamenti delle materie prime. Così come il valore del grano è sceso del 30% nei primi mesi del 2008, il calo potrebbe investire i cereali, i minerali e il petrolio, i cui prezzi sono eccessivamente alti; sicuramente, nei prossimi mesi le materie prime rimarranno ‘volatili’, cioè instabili.

 

Per quanto riguarda l’acciaio, negli ultimi sette mesi il suo prezzo è raddoppiato, giungendo a toccare i 400 euro a tonnellata. A causa della grande richiesta del metallo da parte dei paesi emergenti (che lo utilizzano per la costruzione di infrastrutture) e per via dell’oligopolio delle tre multinazionali che ne gestiscono quasi interamente l’estrazione e il commercio, un crollo del prezzo dell’acciaio sembra pressoché impossibile: potrebbe però verificarsi a seguito di un abbassamento dei costi di tutte le materie prime.

 

Infine, un altro settore a rischio sembra essere quello delle imprese biotecnologiche: non producono utili, sono finanziate da venture capital e devono il loro successo in borsa alle promesse di prodotti ancora inesistenti. Difficile non notare la somiglianza di queste realtà con le aziende informatiche che generarono la bolla alla fine degli anni Novanta.

Fonte: Panorama, 3 luglio 2008

Sei in: Finanza » News

Parole chiave: speculazione, mutui subprime, quotazioni,

 

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