
Continuità operativa e disaster recovery degli istituti bancari in seguito a terremoti, black out, incidenti e alluvioni. L’Abi ha affrontato il tema in un recente studio a tre anni dalle prime istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia. E’ emerso che, in materia di continuity, il settore è andato oltre gli obblighi imposti dalle normative al fine di raggiungere standard di qualità sempre più elevati.
Gli investimenti per garantire la continuità operativa tra il 2005 e il 2007 hanno raggiunto i 350 milioni di euro, a cui devono essere aggiunti 21 milioni di euro all’anno per manutenzione aggiornamenti e test. Gli scenari di crisi che possono compromettere la continuità operativa di una banca sono diversi e vanno: dall’indisponibilità degli edifici, al mal funzionamento dei sistemi informativi e delle risorse considerate critiche. Ma è soprattutto sul fronte organizzativo che le banche hanno puntato per superare le fasi di emergenza.
Nel 2009, le soluzioni di continuità sono state attivate per far fronte a:
I costi. Ogni anno una banca spende in media 1,3 milioni di euro per implementazione, manutenzione, e test del piano di business continuità. I due terzi degli istituti di credito hanno un budget dedicato che nel 54% dei casi è su base annuale. Il 79% delle banche prevede un piano annuale per verificare l’efficacia delle misure inserite nel planning di continuità.
Fonte: www.abi.it
Parole chiave: Continuità operativa, business continuity, disaster recovery, Abi,

