25 Novembre 2008

Carlo Ortolani: “Investire nella formazione seguendo il modello francese”

L’intervento del Direttore Cineas, nel corso dell'inaugurazione del XXII anno accademico. Un’ampia panoramica, con molti dati e citazioni letterarie
 

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In Francia, la scelta del Governo è stata di puntare con decisione sulla formazione universitaria e sull’aggiornamento professionale. Una formula per l’apprendimento continuo che Carlo Ortolani, Direttore del Cineas, ha proposto come modello virtuoso ed efficace, illustrandolo nella relazione tenuta in occasione della cerimonia di inaugurazione del XXII anno accademico.

Promozione della ricerca d’eccellenza nelle università. “Lo stato francese ha finanziato un progetto che prevede lo stanziamento di 10 miliardi di euro, in 5 anni, per fornire ai 10 migliori campus universitari del paese gli strumenti necessari per affrontare le sfide scientifiche del XXI secolo. Questo vuol dire che, ogni polo universitario selezionato nella rosa dei centri d’eccellenza, riceverà 400 miliardi di lire l’anno” ha spiegato il Direttore del Cineas.
L’iniziativa è stata voluta da Dominique Villepin (Primo Ministro nel 2005) e a luglio 2008, il ministro dell’Università e della Ricerca, Valérie Pécresse, ha reso noti i nomi degli atenei selezionati sulla base dei seguenti criteri: integrazione con la ricerca di eccellenza esistente, riqualificazione del patrimonio universitario e urbanistico, sviluppo complessivo della ricerca e della regione e, infine, integrazione urbana della vita universitaria.
Il progetto sarà finanziato in parte attraverso la cessione da parte dello stato del 3% di Electricité de France, in parte con stanziamenti sul bilancio ordinario dello Stato.

Aggiornamento e formazione continua per i lavoratori. Oltre all’investimento nella formazione accademica, in Francia viene previsto per legge l’aggiornamento continuo per tutti i lavoratori. “Il DIF, il Droit Individuel à la formation è stato introdotto dalla legge 4 maggio del 2004, e implica che tutti i lavoratori (con una minima anzianità di servizio), in qualunque settore, dedichino da 20 a 120 ore all’anno all’aggiornamento professionale- ha sottolineato Ortolani-. Inoltre, è prevista per legge la possibilità di ottenere un congedo individuale di formazione di un anno. Dopo aver maturato un periodo di carriera significativo, il lavoratore può ottenere un riconoscimento dell’esperienza professionale acquisita”.
Per coloro che operano nel settore del rischio, un polo formativo d’eccellenza è il “Centre National de prevention et de protection” (CNPP), specializzato nella formazione in materia di sicurezza delle persone, del patrimonio materiale ed immateriale e dell’ambiente. Creato nel 1956, è composto per oltre il 90% da compagnie di assicurazione. Il Polo ha una sede principale a Vernon, a 80 chilometri da Parigi, 7 centri regionali e succursali anche all’estero. Per il 2009, il programma dei corsi prevede 266 percorsi formativi, di cui 36 appena avviati e 55 qualificanti e/o diplomanti.

Un po’ di letteratura: Kafka assicuratore. La pubblicazione natalizia del Consorzio quest’anno è dedicata a Franz Kafka. Carlo Ortolani anticipa alcuni aspetti interessanti della vita dello scrittore: “Laureatosi in Giurisprudenza, Kafka frequenta nel 1907, all’Accademia per il Commercio di Praga, un corso sul tema dell’assicurazione obbligatoria per i lavoratori. Da luglio del 1908 lavora presso l’Istituto di Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per il Regno di Boemia a Praga. Per tutta la vita lo scrittore svolge funzioni ispettive in materia di sicurezza sul lavoro dimostrando di avere grande sensibilità ed acutezza per questa materia. Durante la sua vita Kafka pubblica solo articoli in materia assicurativa e dimostra di essere molto soddisfatto e compiaciuto della sua professione”. 

Conclusioni. Terminando il suo intervento, il professor Ortolani ha evidenziato come l’accento sulla formazione non funzioni solo per gli scopi del Consorzio (una specie di orazione ciceroniana “pro domo sua” per mantenere il proprio orticello), ma sia un investimento per lo sviluppo del Paese. Il Direttore Cineas ha voluto concludere la sua prolusione, citando un passo dal libro “L’altrui mestiere” (ed. Einaudi 1998, pagine 29-30) di Primo Levi: “Anche nei casi più fortunati, lo studente, anche dopo la scuola dell’obbligo (in cui la motivazione è generalmente scarsa), ha solo una motivazione indiretta. Non studia per imparare, ma per avere un titolo che gli dia modo di proseguire negli studi, o di guadagnarsi da vivere; è raro che si faccia pienamente capace della correlazione che lega l’apprendimento alla competenza professionale….l’anziano che decide di intraprendere uno studio in piena libertà di scelta…prova una sensazione di leggerezza…che…la durezza dei sedili non basta (…) ad inquinare”.

Fonte: Cineas

Parole chiave: Carlo Ortolani, Direttore del Cineas, Dominique Villepin, Valérie Pécresse, Droit Individuel à la formation, Centre National de prevention et de protection,

 

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