
Non un freno alla ricostruzione, ma una garanzia. E’ questa la posizione del Cineas nella filiera dei controlli istituita per la ricostruzione a seguito del sisma del 6 aprile 2009 in Abruzzo. In diverse occasioni, professionisti appartenenti all’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri dell’Aquila hanno espresso posizioni critiche nei confronti dell’operato del Consorzio sostenendo che la sua attività creerebbe un impasse nelle procedure di ricostruzione con pratiche rifiutate per pochi euro.
“Sulle differenze economiche – ha spiegato il Marco Cincotti, Vice Presidente Cineas, in un’intervista rilasciata al quotidiano locale il Centro – è intervenuto l’ex prefetto dell’Aquila, Franco Gabrielli, che nella conferenza dei servizi ha stabilito una franchigia del 10%, poi elevata al 20% per sanare le pratiche. Oltre questa soglia di tolleranza siamo obbligati a chiedere chiarimenti e integrazioni anche se lo sforamento è minimo”.
Al 29 luglio 2010, Cineas aveva valutato positivamente 8841 pratiche e chiesto integrazioni su 721 domande presentate dai cittadini. L’ingegner Cincotti ha evidenziato come sulle integrazioni richieste non ci sia stato un tempestivo riscontro da parte dei professionisti.
L’attività del Consorzio per la ricostruzione è portata avanti da 250 periti assicurativi che lavorano utilizzando una piattaforma informatica. Inoltre, per la valutazione dei casi più controversi è a disposizione un presidio sul territorio.
Apprezzamento sulle attività di controllo del Consorzio è venuto dal Commissario delegato alla ricostruzione, Gianni Chiodi, secondo il quale tali interventi hanno prodotto un risparmio effettivo di 100 milioni di euro, ciò vuol dire che il 25% degli importi richiesti a titolo di indennizzo non era congruo.
Si deve all’intervento del Consorzio il risparmio sulle fibre di carbonio. “Sul prezziario della regione Abruzzo figurava inizialmente un importo di 1350 euro al metro quadrato, mentre la tariffa reale è di 350 euro” ha evidenziato Cincotti rilevando che la cifra è stata immediatamente corretta.
Fonte: Il Centro
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