27 Maggio 2010

Convegno UEA sulle catastrofi naturali: prevenire i rischi e assicurare i danni

Le proposte per affrontare le conseguenze di eventi calamitosi con efficienza ed efficacia. E' intervenuto il Presidente Cineas, Adolfo Bertani
 

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"A distanza di poco più di 1 anno da quella drammatica notte del 6 aprile 2009 che, non dimentichiamolo mai, ha causato la morte di 308 persone e lo stravolgimento umano ed economico di decine di migliaia di cittadini, cogliamo l'occasione per fare alcune riflessioni su come il nostro Paese gestisce le calamità naturali. Anzitutto mi sembra che la fase dell’emergenza sia stata gestita con determinazione, efficacia e spirito di collaborazione da parte di tutti gli attori che sono interventi in questo difficile e drammatico evento" con queste dichiarazioni il Presidente Cineas, Adolfo Bertani, ha aperto i lavori dell'incontro “Gli eventi catastrofali sono difficilmente prevedibili, ma limitarne le conseguenze e assicurarne i danni è possibile”, organizzato dall’Uea in collaborazione con l’Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili.

Il Presidente, che ha moderato il dibatitto svoltosi nel corso della giornata, ha sottolineato l'urgenza dell'approvazione di una legge sul finanziamento dei danni da calamità naturale. La mancanza di tale provvedimento rende l'Italia un caso unico tra i Paesi industrializzati. Scarica il video dell'intervista di UEA ad Adolfo Bertani.

Stéphan Penet, direttore assicurazioni catastrofi naturali della Ffsa (la federazione francese delle compagnie assicurative) ha presentato i vantaggi di una partnership pubblica-privata nella gestione delle calamità naturali, che in Francia vede lo Stato nel ruolo di riassicuratore e garante di ultima istanza. “Finora lo Stato ci ha guadagnato, ha detto Penet, anche in  termini economici, migliorando l’efficienza nell’erogazione degli aiuti”.

Quello francese è un sistema sul quale l’Ania, l’Associazione italiana delle imprese assicurative, si è detta disponibile a discutere. “Il problema è che da parte delle istituzioni non vediamo disponibilità, ha detto Roberto Manzato, direttore rami danni non auto dell’Ania. Un eventuale modello misto, tuttavia, lascerebbe aperti alcuni nodi, tra cui la capacità dello Stato italiano a farsi carico dei propri obblighi in tempi accettabili, come riassicuratore”.

Sullo sfondo la situazione della città, ancora lontana da un assetto soddisfacente. “L’emergenza in città non è finita, ha detto Giancarlo Santariga, Provveditore alle Opere Pubbliche e ingegnere del Genio Civile, anche se per il governo ne siamo già fuori. Un sistema adeguato di prevenzione avrebbe consentito di ridurre drasticamente i danni. La caserma della Guardia di Finanza ad esempio ha retto bene, salvo danni marginali per 8,5 milioni, tra l’altro coperti da polizza. Altri 50 milioni sono stati spesi per ospitare il G8. Finora i lavori sono stati effettuati per il 95% da imprese aquilane, ma i bandi di gara per la ricostruzione sono partiti ora e sono già arrivate decine di contestazioni”.

Corrado Marsili, della Soprintendenza per i Beni Culturali, ha riferito un censimento di circa 1800 beni a rilevanza artistica e culturale, di cui 1045 chiese. Tra questi c’è la stessa Università de L’Aquila, sui cui si basa gran parte della vita cittadina. “Avevamo 27.500 iscritti e ora sono 22.000, ha spiegato il Prorettore Dante Galeota: la diminuzione tutto sommato è stata contenuta e questo ha consentito al capoluogo di continuare a vivere. Con la Protezione Civile abbiamo avviato un progetto di micro-zonizzazione per la mappatura del territorio, con l’obiettivo di arrivare a parametri certi di valutazione per capire le zone più vulnerabili e rischiose”.

Un pool assicurativo, con contributi proporzionali alle quote di mercato delle singole compagnie, avrebbe ulteriormente ridotto l’impatto economico dei danni, ha spiegato il rappresentante della Regione Abruzzo, Claudio Di Giampietro.  “La Regione Abruzzo era assicurata per 7 milioni, che sono stati erogati in 40 giorni. Ma nel complesso, su 3 miliardi di euro di danni, solo 300 milioni erano coperti da assicurazione, appannaggio soprattutto di alcune grandi imprese”.

Uea ha ribadito la sua intenzione di rilanciare il dibattito nel Paese, come ha spiegato Franco Barbieri, Consigliere Uea: “occorre una pianificazione socio-territoriale coerente con l’orografia e condivisa con la popolazione, non senza rigidi controlli contabili. Al tempo stesso parte della ricostruzione dovrebbe essere affida ad imprese del territorio, con quota vincolata, anche come forma risarcitoria. Sul fronte legislativo, tutti i nuovi appalti per l’esecuzione di opere pubbliche potrebbero contemplare una polizza obbligatoria decennale per eventi catastrofali”.

A conclusione del convegno, il presidente UEA, Elio Pugliese, ha assunto l'impegno di tornare a L’Aquila nel mese di ottobre per verificare lo stato di avanzamento dei lavori di ricostruzione.  

 

Fonte: Uea

Parole chiave: Uea, Elio Pugliese, Adolfo Bertani, Stéphan Penet, Roberto Manzato, Ania,

 

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