
Nuove norme per evitare che la crisi si ripeta. E’ questo l’obiettivo dei governatori del G-10, i principali gruppi bancari del mondo che si sono riuniti per rafforzare la vigilanza e ridurre il rischio di nuove tensioni finanziarie. Rispetto a Basilea II, si punta a migliorare quantità e qualità dei requisiti patrimoniali degli istituti bancari. Le nuove norme saranno definite entro dicembre 2009 ed entreranno in vigore entro la fine del 2010.
Le principali novità. Il livello principale del capitale (il Tier 1) dovrà essere composto solo da azioni ed utili (vengono escluse le preferred stock); definito un livello massimo di leverage (ossia il rapporto tra debiti e capitale) e un livello minimo di liquidità. Accanto a queste indicazioni, si delinea come un’operazione di maggior incidenza la scelta di creare cuscinetti di capitale anticiclici, che aumentino nei momenti positivi e decrescano nelle congiunture negative. Rispetto a questo aspetto vengono seguite le indicazioni della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) che per primo aveva preannunciato la crisi. Parte integrante della riforma è anche l’indicazione di limitare gli eccessi nella distribuzione dei dividendi, nel riacquisto delle azioni e soprattutto nei compensi dei manager, ce devono essere valutati sui risultati conseguiti nel lungo periodo e sulla prudenza nell’assunzione dei rischi.
Obiettivi della normativa. La crisi ha dimostrato come siano vulnerabili anche i gruppi apparentemente solidi a causa delle interrelazioni che si stabiliscono nel sistema per questo la vigilanza si trasforma da microprudenziale a macroprudenziale. I banchieri centrali intendono porre le premesse per evitare il crearsi di situazioni di assunzione eccessiva di rischi che ha aperto la strada al formarsi di bolle sul credito e sugli assets finanziari e immobiliari.
Fonte: Sole 24 Ore, 8 settembre 2009
Parole chiave: Basilea II, Tier 1, Banca dei regolamenti internazionali,

