Se nella scacchiera economica globale si affacciano nuovi players che complicano l’ambiente da governare, ci sono persone particolarmente indicate a gestire i rischi emergenti. I più adatti a ricoprire il ruolo di risk manager sono persone in grado di concentrarsi sul problema e non su di sé, con realismo, giudicando volta per volta i casi. Coloro che si identificano con l’umanità con un’intensa vita spirituale che si interrogano sulla vita. Infine coloro che riescono a mettere in gioco un mix di ironia e autoironia: segni di intelligenza e distacco critico.
Al di là delle caratteristiche personali ci sono delle regole per affrontare le novità e i problemi. Ecco il decalogo da seguire:
- Conoscere, ossia investire in ricerca con razionalità illuministica;
- riconoscere e dunque accettare il cambiamento, ‘guardandolo in faccia’ (anche per non perdere opportunità di mercato);
- provare simpatia per i mutamenti, sviluppando in sé e negli altri un approccio change friendly
- provare e riprovare per ‘aggiustare il tiro’ apprendendo dagli errori (inevitabili nelle fasi di mutamento accelerato);
- mantenere elevati i prezzi poiché le novità comportano maggiori rischi, che i prezzi devono ‘inglobare’;
- condividere, dal momento che è pericoloso scalare una montagna ignota da soli, mentre è meglio farlo in cordata, con-dividendo lo sforzo con i collaboratori, i clienti, i concorrenti (il che – tra l’altro – esalta il ruolo delle associazioni professionali e/o di categoria);
- innovare prodotti, gamma, comunicazioni, risorse umane e (a volte) anche le regole del gioco, le norme;
- essere consapevoli che qui parliamo del cambiamento non come faticoso passaggio da una situazione di stabilità a un’altra situazione stabile ma come transizione permanente senza un approdo definitivo, come ‘cambiamento del cambiamento’ (con la fine dell’era delle certezze);
- investire in formazione all’interno della propria organizzazione e anche a favore dei clienti (da informare e appunto da educare prima ancora di vendere loro prodotti/ servizi);
- avere fiducia nella propria capacità di farcela, seppur ‘lasciandoci qualche penna’: esprimere serenità, anche per rassicurare i clienti, evitando sia l’ottimismo beota degli sciocchi, sia il pessimismo catastrofale degli ansiosi, in un mondo – come il Vostro – ove la fiducia è tutto o almeno è moltissimo, essendo key-factor, fattore-chiave di successo.
Fonte: Newsletter Anra, dicembre 2011
Parole chiave:
decalogo,
risk manager,
rischi emergenti,