
La risposta dell’assicurazione italiana alla crisi
Anche il settore assicurativo ha subito le conseguenze della crisi e ha dovuto affrontare soprattutto alcuni effetti indiretti di questo fenomeno, come la diminuzione di valore contabile degli investimenti emessi da società solide, che sono state ampiamente penalizzate dall’irregolare andamento dei mercati.
Fabio Cerchiai ha commentato positivamente la misura anticiclica introdotta dal Governo che ha consentito di eliminare, in questa situazione di “eccezionale turbolenza finanziaria”, lo stimolo a dismettere titoli destinati a una ripresa di valore; inoltre, fino a quando non si ritornerà a condizioni di normalità, il Presidente considera necessario rinnovare queste disposizioni perché aiuteranno non solo a sostenere il gettito fiscale, ma eviteranno anche il rischio di soffocare la ripresa delle Borse.
Nel complesso, l’industria assicurativa italiana ha reagito alla crisi meglio di quella di altri paesi. Il Presidente afferma che “il nostro sistema finanziario, bancario e assicurativo, in passato ritenuto troppo prudente e tradizionale, alla prova dei fatti si è dimostrato più sano e meglio attrezzato per garantire sviluppo nel medio e lungo termine”.
La crisi deve rappresentare l’opportunità per l’Italia di recuperare alcuni ritardi storici che ne frenano il dinamismo e la priorità è un ammodernamento del sistema di welfare che assicuri la coesione sociale incrementando la sua efficienza e sostenibilità.
Per la crescita dell’economia, l’ANIA sostiene che l’assicurazione è fondamentale in tutti i paesi avanzati, ma in Italia non ha un grado di sviluppo adeguato. Un livello basso di assicurazione per famiglie e imprese rende più vulnerabili all’effetto di eventi esterni e indebolisce nella concorrenza a livello internazionale.
L’assicurazione per i danni da calamità naturale
La soluzione migliore risiede in un sistema fondato sulla collaborazione fra pubblico e privato, con la convinzione che bisogna affrontare subito questi grandi temi, “senza ulteriori indugi e senza valutazioni di convenienza temporale”.
A questo proposito, Cerchiai considera “davvero sorprendente” il dibattito sviluppatosi in riferimento al terremoto in Abruzzo e soprattutto alla questione dei danni da calamità naturale: “l’ipotesi di una norma che preveda l’assicurazione per tutte le abitazioni civili – considerata in altri paesi europei strumento essenziale di efficienza – è stata vissuta come una tassa in più a carico dei cittadini”.
Il Presidente evidenzia che i danni risarciti in via esclusiva dallo Stato sono a tutti gli effetti pagati dalla collettività: il prezzo pagato da ogni italiano è certamente superiore rispetto a quello che assumerebbe un sistema di cooperazione tra pubblico e privato per l’assicurazione delle calamità naturali. Questo avviene perché accumulando riserve e investendole, l’assicurazione aumenta le risorse disponibili quando avviene il disastro.
L’introduzione di assicurazioni per le calamità naturali permetterà di implementare gli standard di prevenzione. Poiché il premio assicurativo è legato al dimensione del rischio, i proprietari e i costruttori saranno incentivati a rispettare tutte le misure adeguate per fronteggiare l’impatto delle catastrofi e ridurre il danno economico. In questo contesto, gli edifici sarebbero costruiti nel rispetto delle regole e i danneggiati avrebbero maggiori tutele.
Naturalmente Cerchiai rileva che non è possibile evitare le catastrofi naturali, ma “con opportuni interventi preventivi, è possibile contenerne gli effetti negativi”. Il Presidente continua evidenziando che “occorre avviare, con tutte le Parti sociali, un’approfondita riflessione in merito, facendo tesoro delle esperienze di altri paesi europei e del prezioso lavoro svolto in questi anni dalla Protezione Civile”.
Il sistema sanitario italiano
Si colloca nelle prime posizioni delle graduatorie dell’OMS e Cerchiai sottolinea che la politica e la buona amministrazione non possono esimersi dal guardare avanti, alla luce delle tendenze demografiche e dell’evoluzione della scienza e della tecnologia medica.
Con l’aumento inevitabile della spesa sanitaria pubblica italiana, il Presidente dell'ANIA prevede che sarà necessario indirizzare la spesa privata verso un articolato sistema formato da fondi, casse sanitarie, mutue e compagnie di assicurazione, e in questo contesto “il settore assicurativo ha la possibilità, la capacità e le competenze per assumere un ruolo di maggior rilievo”.
L’assicurazione r.c. auto
Secondo il Presidente Cerchiai, alla diminuzione dei prezzi dell’assicurazione r.c. auto e al miglioramento della qualità del servizio in quest’ultimo anno non è corrisposta una riduzione dei costi, ma una perdita per le compagnie. Questo rappresenta un indicatore preoccupante per le imprese e per la collettività perché “ogni volta che i costi aumentano è sempre alta la possibilità che vi siano ripercussioni negative per i consumatori”.
Concludendo, Cerchiai afferma che nonostante la crisi economica, si possono già scorgere segnali positivi. Nel settore assicurativo in particolare, l’evoluzione del rischio richiede l’innovazione del modello e questo consiste in un “sistema di welfare che poggi su un’ampia collaborazione fra pubblico e privato e che veda un ruolo importante dell’assicurazione” e a questo proposito il Presidente ANIA conferma che “siamo pronti ad assumerci compiti più impegnativi e maggiori responsabilità sul piano economico e su quello sociale”.
Fonte: Ania
Parole chiave: Assemblea annulae Ania, Presidente Fabio Cerchiai,