
La tempesta che sta scuotendo i mercati finanziari internazionali non rischia di contagiare il sistema italiano: Giuseppe Zadra, Direttore Generale dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), non rileva particolari criticità nelle banche del nostro Paese. Nell’intervento a margine della conferenza stampa di Patti Chiari, un consorzio di banche italiane, Giuseppe Zadra ha spiegato che lo tsunami economico abbattutosi sui mercati internazionali è stato causato dalla mancanza di liquidità: ciò ha condotto numerosi investitori a vendere i titoli bancari, i più liquidi tra tutti.
Giuseppe Zadra aveva già rassicurato a proposito della situazione italiana nei giorni scorsi, nel corso del convegno “ICAAP 2008” organizzato dall’ABI il 24 settembre 2008. In quell’occasione, Zadra aveva anche sottolineato come uno dei punti di forza delle banche italiane provenga dall’aver perseguito una politica di grande robustezza patrimoniale: ciò le rende più solide rispetto rispetto ai loro concorrenti stranieri, soprattutto in questa fase di agitazione finanziaria internazionale.
I contenuti del convegno “ICAAP 2008” si erano focalizzati sulla valutazione e gestione i rischi delle banche, illustrando la necessità di compiere tale valutazione attraverso un adeguato ICAAP (Internal Capital Adeguacy Assement Process). I principi alla base dell’ICAAP promuovono la sana e prudente gestione degli intermediari mediante un’attenta valutazione dei singoli rischi, la loro corretta aggregazione e adeguate prove di stress per valutare la tenuta patrimoniale. A partire da questi principi, le banche italiane provvedono a dar conto alla Banca d’Italia dello stato del proprio ICAAP: questi dati comprendono anche valutazioni circa i rischi di liquidità e di concentrazione su singole controparti.
Nel corso dell’evento “ICAAP 2008” era stato presentato il Libro Bianco sul Pillar 2, realizzato per iniziativa dell’Area Centro Studi e Ricerche di ABI in collaborazione con PricewaterhouseCoopers Advisory e con un Gruppo di Lavoro interbancario. Il Libro fornisce alle banche linee guida in materia di implementazione e perfezionamento dei propri processi di valutazione del capital, secondo quanto previsto dal Secondo Pilastro dell’Accordo di Basilea 2 che, in questo periodo, si configura come uno degli elementi di maggiore attualità del nuovo regime previdenziale.
A partire dai contributi del Libro Bianco, il convegno “ICAAP 2008” è stato un’occasione per discutere anche delle pratiche operative necessarie a mettere in atto in maniera corretta le diverse fasi del processo di autovalutazione dell’adeguatezza patrimoniale, che ogni banca deve effettuare in modo autonomo in relazione ai rischi assunti e alle strategie aziendali di sviluppo.
Fonte: Il Sole 24 Ore, 2 ottobre 2008; Comunicato ABI, Associazione Bancaria Italiana, 24 settembre 2008
Parole chiave: Giuseppe Zadra, Abi, ICAAP 2008, Internal Capital Adeguacy Assement Process, Pillar 2, Basilea 2,

