
Il Fondo Monetario Internazionale anticipa i risultati del rapporto World Economic Outlook, dedicato alle conseguenze della crisi finanziaria sull’economia reale, alle tendenze dell’inflazione e al ruolo delle politiche fiscali.
La parte relativa alle conseguenze della crisi finanziaria si basa su un’analisi degli episodi di crisi registrati negli ultimi trent’anni in 17 paesi sviluppati: nella metà dei casi, l’origine è stata di natura bancaria, mentre nell’altra metà le cause sono da rinvenire nei problemi dei mercati finanziari e valutari. Il World Economica Outlook rileva come l’attuale crisi sia tra le più gravi tra quelle avvenute negli Stati Uniti d’America e riguardi in modo ramificato tutti i paesi coinvolti nell’analisi.
La possibilità che la crisi conduca a una recessione è legata alle precedenti condizioni dell’economia: elementi quali la dinamica dei prezzi del settore immobiliare, l’espansione del credito complessivo e il grado di indebitamento delle famiglie possono determinare un significativo rallentamento del ciclo economico. Considerati questi tre elementi, secondo l’FMI risulta probabile che, negli Stati Uniti, alla crisi faccia seguito una fase di recessione economica; nell’Unione Europea, invece, si presentano solo i due primi fattori e, di conseguenza, la probabilità di una recessione risulta essere minore.
Proprio l’UE sta rapidamente analizzando i piani di salvataggio che sei governi europei hanno messo a punto per alcuni istituti bancari del proprio paese: l’Unione vuole accertarsi che questi piani non violino le norme sul sostegno finanziario che i governi nazionali possono accordare alle imprese. Anche la Banca Centrale Europea ha partecipato ai negoziati e ha raddoppiato gli sforzi per fornire liquidità, mettendo a disposizione delle banche dei 15 paesi dell’area dell’euro 120 miliardi di euro per un periodo di 30 giorni.
Nel vertice previsto per ottobre 2008, i leader dell’Unione Europea discuteranno della crisi dei mercati finanziari e appronteranno interventi che prevedono cambiamenti strutturali. Le nuove regole riguarderanno soprattutto i prodotti finanziari basati su una combinazione di strumenti ipotecari con diversi gradi di rischio: da un lato, le banche che vendono questo tipo di prodotti dovranno mantenerne una parte, assumendosi una quota del rischio; dall’altro, gli investitori dovranno richiedere che sia pubblicizzato il valore dei prodotti acquistati, pena l’imposizione di pesanti sanzioni. L’intervento della Commissione UE prevede anche l’istituzione di speciali organi di vigilanza per le banche che operano in diversi paesi e l’introduzione di massimali per le somme prese o date in prestito in ambito interbancario. Per poter entrare in vigore, queste norme necessitano dell’approvazione da parte di tutti i 27 governi dell’UE e da parte del Parlamento Europeo.
Fonte: www.imf.org, www.ec.europa.eu
Parole chiave: Fondo Monetario Internazionale, World Economic Outlook,
