
Molte aziende non hanno ancora una visione chiara dei rischi correlati al proprio business, ma con l’introduzione del D. Lgs 231/2001 sarà necessaria una pianificazione di gestione dei rischi per evitare danni reputazionali e significative ricadute economiche. Parte da questo assunto l’analisi di Lorenzo Solimene, KPMG Senior Manager Risk & Compliance - Climate Change & Sustainability Practice. Le aziende dovranno sviluppare un approccio sistemico e sicuro per coordinare gli interventi di prevenzione dei rischi:
Le nuove direttive europee
Il recepimento delle nuove direttive europee dovrà avvenire mediante l’emanazione da parte del Governo di uno o più Decreti Legislativi per introdurre nel nostro ordinamento:
Tra le fattispecie di reato almeno due rientrano nella sfera del nucleare: una fattispecie disciplina la gestione dei materiali nucleari (o altre sostanze radioattive pericolose), l’altra punisce le emissioni ionizzanti che potrebbero provocare gravi lesioni alle persone, o danni rilevanti all’aria, suolo, acque o fauna.
L’attenzione nei confronti dell’ambiente non è più un valore aggiunto di alcune imprese, ma una vera necessità e obbligo a cui il mercato deve prepararsi.
Fonte: Newsletter Anra, Giugno- Luglio 2011
Parole chiave: Rischio ambientale, D. Lgs 231/2001, Lorenzo Solimene, KPMG Senior Manager Risk & Compliance - Climate Change & Sustainability Practice,
