
Le statistiche internazionali dimostrano che tre pazienti su dieci corrono rischi nella fase di somministrazione dei farmaci.
Proprio per evitare questo tipo di errori, in Italia, un po' in ritardo rispetto agli altri paesi europei, è stato inventato e prodotto lo “stoccaggio robotizzato” per la gestione dei medicinali in ospedale.
L’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì è il primo ad adottare il magazzino-robot dimostrando che l’errore nella distribuzione dei farmaci è stato quasi azzerato.
Si parte da un sistema informatico d’identificazione del paziente e delle singole prescrizioni mediche. Al paziente al momento del ricovero viene fornito un braccialetto di plastica con un codice che lo identifica. Il medico prescrive le cure sul palmare e nel caso in cui dovesse inserire due farmaci incompatibili il palmare non accetterà le prescrizioni.
Per via telematica le prescrizioni corrette arrivano alla farmacia dell’ospedale dove è presente un sistema di stoccaggio che le legge, preleva le pillole o fiale necessarie e le inserisce in una busta di plastica destinata al ricoverato. La conferma che la cura è quella prescritta viene data dall’incrocio dei codici a barre letti in reparto con il palmare.
L’operazione che comporta ancora la presenza dell’operatore consiste nel prelevare i blister dalle scatolette e separare le singole pastiglie che vengono poi inserite in un “cassetto informatizzato”. Si procede nello stesso modo per le medicine in fiale.
In sala operatoria si può operare come il robot-chirurgo “Da Vinci”, che consente di verificare i dati del paziente per evitare scambi di persona o di organi da operare. Tutto quello che viene eseguito è registrato su una vera e propria “scatola nera” che memorizza tutte le procedure e consente di analizzare il percorso dell’operazione.
Fonte: Corriere della Sera, 29 marzo 2009
Parole chiave: stoccaggio robotizzato, Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì,