
Nel nostro Paese paghiamo un prezzo alto. Tra il 3% e il 7,5% del Pil. Il costo del “non merito” è stato stimato, nel rapporto 2009 “Generare la classe dirigente” dell’Università Luiss Guido Carli e di Fondirigenti, sulla base delle inefficienze presenti nell'istruzione secondaria, universitaria e nella ricerca e quindi assimilando il merito alla qualità degli esiti conseguiti in questi comparti.
Si tratta della terza edizione di un’indagine che mira approfondire i temi della formazione, della selezione e del ricambio della classe dirigente.
Gli effetti del non merito si fanno sentire anche sul tasso di crescita medio annuo, incidendo di 0,43 punti percentuali sul Pil pro-capite, quantificabile in una perdita di prodotto interno lordo dell'ordine medio di circa 2.300 euro pro-capite in dieci anni.
In base ai risultati dell’indagine 8 cittadini su 10 ritengono che è opportuno applicare criteri di merito nella formazione e nel lavoro per fronteggiare efficacemente la crisi e la recessione economica.
Dopo lo sboom di tante bolle, c’è un ritorno al reale ed è maggiore la pressione ad investire sul futuro, cominciando a gettarne le basi nel presente.
Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, che ha partecipato alla presentazione del rapporto, ha sottolineato quanto sia importante creare una sinergia tra mondo formativo e produttivo. La proposta del Presidente è di lanciare un programma nazionale di apprendimento continuo per valorizzare il merito e il talento, coinvolgendo le strutture formative secondarie e universitarie, nonché i sistemi aziendali e le relative rappresentazioni associative.
Fonte: Sole 24 ore, 18 aprile 2009
Parole chiave: Generare la classe dirigente, Università Luiss Guido Carli, Fondirigenti, Fiat, Luca Cordero di Montezemolo,

