
I medici prescrivono più esami di quelli strettamente necessari, oppure si rifiutano di trattare un caso particolarmente a rischio. Sono questi gli effetti della medicina difensiva messa in pratica dai professionisti della sanità per tutelarsi da potenziali denunce con esiti penali o civili. Su questo tema ha effettuato una ricerca il Centro Studi “Federico Stella” sulla Giustizia Penale e la Politica Criminale, per indagare sulle ragioni che spingono i professionisti ad adottare questo tipo di atteggiamento. L’indagine è composta da due sezioni: una di tipo quantitativo e una qualitativa. Nella prima sono stati coinvolti 1000 medici appartenenti alla Società Italiana di Chirurgia a cui è stato inviato un questionario strutturato. Ha risposto il 30% del campione (sono stati raccolti 307 questionari). Per la sezione qualitativa sono state realizzate 21 interviste a specialisti di: pronto soccorso, urologia, pediatria, chirurgia generale e d’urgenza, anestesia e rianimazione, endocrinologia, patologia della gravidanza, ginecologia e otorinolaringoiatria. Le domande miravano ad individuare i fattori che scatenano i comportamenti difensivi.
L’indagine è stata coordinata da Maurizio Catino e condotta con Paola Cattorini e Chiara Locatelli.
Perché la medicina difensiva.
Secondo i dati di Ania negli ultimi anni si è registrato un allarmante aumento delle richieste di risarcimento da parte dei pazienti a carico dei medici e delle strutture sanitarie. Dal 1995 al 2005 si è passati da 17.000 sinistri denunciati a circa 28.500 con un aumento del 65%.
I risultati della ricerca.
Le motivazioni principali dichiarate dagli intervistati per spiegare i comportamenti di medicina difensiva adottati:
Come intervenire contro il dilagare di atteggiamenti di medicina difensiva
Il rischio della medicina difensiva è che l’obiettivo prioritario della tutela della salute del paziente venga subordinato alla minimizzazione del rischio legale. Sarebbe necessario un intervento legislativo che ripristini un equilibrio tra l’esigenza di salvaguardare gli operatori sanitari da iniziative giudiziarie avvertite come arbitrarie e ingiuste e la necessità di tutelare i diritti dei pazienti che si ritengano danneggiati da episodi di medical malpractice.
Fonte: Cineas,
Parole chiave: medicina difensiva, Maurizio Catino, Federico Stella, Ania,

