30 Settembre 2011

Insurance Day 2011: il mercato ha potenzialità di espansione per 90 miliardi

Interventi patrimoniali e per favorire la crescita e tagli ai costi, ecco gli ingredienti per uscire dalla crisi
 

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato sulle ultime novità di CINEAS!

Iscriviti ora!

 

Si è svolta a Milano, il 21 settembre 2011, la decima edizione dell’Insurance Day – il convegno organizzato da Milano Finanza (Class Editori) in collaborazione con Accenture – che riunisce i CEO delle principali compagnie assicurative italiane per discutere delle opportunità che il mercato può ancora cogliere.

La situazione economica attuale si concretizza in un gap di protezione di famiglie e imprese - sempre più in difficoltà di fronte ad ogni spesa imprevista - e dello Stato – in cerca di un modello di welfare sostenibile – che potrebbe tradursi in un potenziale mercato di premi assicurativi stimabile in 90 miliardi di euro all’anno. L’attivazione di tale potenziale, però, non costituirebbe una maggiore spesa da parte degli assicurati, ma andrebbe invece a sostituire e compensare le spese impreviste per famiglia (circa 1500 € la spesa annua media), per le imprese e per lo stato.

In particolare, secondo l’analisi di Accenture si avverte - in tutti i segmenti della clientela - una necessità di protezione, favorita dall’attuale contesto macro-economico. Un bisogno che tutto il sistema assicurativo può  efficacemente intercettare a partire da:

  1. la previdenza integrativa non ancora sufficientemente sviluppata (le adesioni sono ferme al 23% dei lavoratori rispetto ad una media europea del 40%);
  2. le spese sanitarie sostenute di tasca propria dai cittadini che sono oltre l’80% della spesa sanitaria privata  (meno del 70% in mercati similari in Europa);
  3. il basso livello di protezione di un bene di rifugio come la casa (in Italia sono meno de 30% le famiglie assicurate rispetto ad oltre 70% della media  europea);
  4. la protezione della persona e del suo reddito, utilizzata dal 14% delle famiglie (oltre il 40% la media europea);
  5. la protezione delle imprese, in particolare le PMI, coperte mediamente per solo un terzo dei rischi effettivamente sostenuti (rapporto premi corporate/ PIL Italia pari a0,9% rispetto a 1,5% in altri mercati).

Secondo Accenture, poi, il sistema assicurativo italiano dovrebbe contribuire a soddisfare in modo diverso il bisogno di protezione urgente riducendo sprechi e rischi. Tale obiettivo si concretizza attraverso azioni industriali che facciano leva sulle tradizionali leve del business assicurativo, come ad esempio: l’evoluzione del modello distributivo, l’offerta di soluzioni facili da comprendere, modulari e standardizzate e il  miglioramento del servizio al cliente.

La relazione tra clienti e assicurazioni, in particolare, risulta essere un’area di intervento prioritaria, una relazione percepita dai clienti assicurativi come “fredda” (solo il 15,7% sente “vicina” la propria Compagnia assicurativa), poco frequente (il 74% dei Clienti non è stato contattato nel corso dell’ultimo anno per nuove proposte commerciali) e che rimane basata sull’intermediazione fisica. Ed è proprio su questa relazione che si deve lavorare.

Il mercato assicurativo – che dovrebbe trasformarsi in un partner naturale di famiglie e imprese - proviene da un biennio 2008-2010 di sensibile crescita sotto il profilo dei volumi intermediati (con un tasso di crescita annuo composto pari a circa il 17%). Tale crescita si deve alla spinta propulsiva dei ramo vita (+28,5%) capace, nel periodo di “incertezza” e con il forte contributo del canale bancario, di intercettare i flussi finanziari delle famiglie.

Più problematica, invece, è stata la situazione sotto il profilo della redditività che, per due anni, è stata negativa (risultato di esercizio del settore negativo per quasi 2 mld € nel 2008 e di 726milioni nel 2010) per via sia di problemi sotto il profilo tecnico (CoR Danni stabilmente sopra quota 100 nel biennio 2009-10, boom dei riscatti vita nel 2008) che per l’impatto della gestione finanziaria durante la crisi.

I dati del primo semestre dell’anno in corso, invece, mostrano un’inversione di tendenza rispetto al biennio precedente: la crescita tradizionale del ramo vita, in particolare, sembra essersi arrestata (-31,1% nella nuova produzione vita nei primi sette mesi del 2011 rispetto all’omologo periodo dello scorso anno), il ramo danni conferma l’impossibilità di trainare le dinamiche del mercato, seppur in moderata crescita grazie alla spinta degli adeguamenti tariffari sull’auto e con una gestione tecnica in miglioramento (-3,3 p.p. nel combined ratio rispetto al primo semestre 2010 con il ritorno sotto “quota 100”, considerando un panel di primari operatori del settore). E’ presumibile aspettarsi, dunque, che questa ulteriore crisi possa impattare (in modo negativo) sulla redditività a causa, per esempio, di svalutazioni sui titoli di Stato di Paesi a rischio in portafoglio e dei possibili riscatti massivi dei clienti Vita. È necessario, in altre parole, fare il possibile perché prevalgano le esigenze di tutela del merito nel medio periodo rispetto a esigenze meramente contabili in un periodo (transitorio) di svalutazione dei titoli di Stato.

Fonte: Assinews, 22 settembre 2011

Parole chiave: Accenture, Class,

 

Lascia un commento

i campi contrassegnati da (*) sono obbligatori

 
 
 
Visual CAPTCHA
 
invia messaggio
04 Marzo 2008
Assicurazioni
 

Class action: un nuovo strumento per la difesa dei diritti dei consumatori

Da luglio 2008 le associazioni di categoria potranno intraprendere azioni risarcitorie collettive ...