
La Direttiva disciplinerà le condizioni per le autorizzazioni integrate ambientali (AIA) e regolerà i livelli di emissione ai quali gli impianti dovranno adeguarsi nei prossimi anni.
Solo in quest’ultimo anno il Governo è riuscito a far applicare veramente il processo di adeguamento del sistema italiano alla normativa AIA rilasciando autorizzazioni agli impianti.
In questo modo, questi ultimi stanno investendo al fine di adeguarsi ai limiti fissati per le emissioni e tutelare, così, l’ambiente.
Da un rilascio di sole 4 AIA fino al settembre 2008, si è passati a 25 AIA rilasciate dalla nuova commissione più altre 13 in via d’approvazione.
Durante il negoziato l’Italia ha cercato d’impegnarsi con lo scopo che il testo potesse contenere elementi di flessibilità ed equilibrio adeguati all’intero settore industriale.
Le più importanti proposte italiane accolte nel testo finale sono:
-all’autorità competente viene rilasciata sufficiente discrezionalità sui contenuti delle autorizzazioni;
-al settore energetico è stato concesso un periodo di transizione di 5 anni;
-una clausola di revisione con normativa ad hoc per le raffinerie;
-possibilità di riesaminare le condizioni delle autorizzazioni ogni 5 anni;
-esclusi gli impianti di combustione sotto i 50MW.
Fonte: Comunicato stampa Ministero dell’Ambiente 25 giugno 2009; fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/syfqhrdzn/3478021201/
Parole chiave: Consiglio Ambientale di Lussemburgo, autorizzazioni integrate ambientali,