
Nell’ultimo periodo, le maggiori autorità del settore hanno espresso giudizi positivi sulle compagnie di assicurazione italiane: nelle loro recenti relazioni in Parlamento, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, e il presidente dell’Isvap, Carlo Giannini, hanno sostenuto con convinzione che il settore assicurativo nazionale è solido e capace di sostenere situazioni difficili come quella attuale. Intervistato sul tema, il presidente dell’ANIA, Fabio Cerchiai, ha ribadito che la gravità della crisi finanziaria internazionale e ha ammesso che i suoi effetti si sentano anche sulle compagnie di assicurazione, ma ha anche sottolineato come l’impatto sul mercato italiano delle polizze sia stato più contenuto rispetto a quanto accaduto all’estero.
Come spiega Fabio Cerchiai, le compagnie italiane hanno una gestione più prudente delle proprie attività rispetto a quelle straniere. Ad esempio, alla fine del 2007, le compagnie assicurative nazionali avevano consistenze patrimoniali pari al doppio del margine di solvibilità richiesto dalla normativa, mentre le compagnie danni disponevano di un patrimonio pari a 2,7 volte il margine. Soltanto qualche anno fa, la prudenza delle compagnie italiane veniva considerata un punto debole: oggi, invece, la prudenza viene elogiata e il settore risulta più solido di altri che, nel periodo di maggiore dinamicità del mercato, erano stati elogiati perché più coraggiosi.
Comunque, i conti del settore assicurativo non possono non risentire della crisi dei mercati finanziari: inevitabilmente, la turbolenza ha determinato cali nella valutazione degli investimenti delle compagnie, principalmente orientati sui titoli di Stato e sulle obbligazioni. Secondo la stima del presidente dell’ANIA, la raccolta complessiva del mercato, alla fine del 2008, potrebbe superare i 91 miliardi, segnando una flessione dell’8,1% sul precedente esercizio. Questi dati emergono dalla combinazione tra il decremento del 13% registrato nel ramo vita e il sostanziale pareggio (-0,1%) nei rami danni. Nella raccolta rc auto, in particolare, si è registrata una flessione del 3%, che conferma la discesa dei prezzi delle polizze rc auto.
Il cedimento del ramo vita deriva dalla caduta della produzione del canale bancario: in compenso, vi è stato un incremento dei prodotti assicurativi tradizionali, che hanno aumentato la loro attrattiva perché i clienti, oggi, cercano la garanzia di un rendimento minimo e il consolidamento dei risultati conseguiti. Un problema si è registrato per le polizze index linked, agganciate ai prodotti della Lehman Brothers: come spiega Cerchiai, si tratta di prodotti finanziari emessi da compagnie di assicurazioni in cui, nel rispetto delle normative vigenti, è chiarito il rischio di credito a carico del sottoscrittore. Per questa ragione, non può esserci nessuna responsabilità delle compagnie, né dal punto di vista giuridico né da quello etico: i prodotti Lehamn erano ritenuti da tutti assolutamente solidi, basti pensare che la banca americana vantava rating più affidabili di quelli di molti stati sovrani.
Fabio Cerchiai afferma inoltre che il settore assicurativo, con il coordinamento dell’ANIA, ha deciso di assumersi la responsabilità della tutela legale di coloro che hanno sottoscritto delle index agganciate a Lehman, con l’obiettivo di recuperare i crediti derivanti dall’insolvenza della banca d’affari e delle sue controllate che lavorano in altri paesi. Le assicurazioni non lasceranno soli i propri clienti e cercheranno di recuperare quanto possibile degli investimenti da loro effettuati: ad occuparsene, sarà uno studio legale internazionale, che coordinerà le varie azioni nelle piazze in cui sono stati emessi strumenti finanziari da parte di Lehman. Non è però possibile sapere quanto potrà essere recuperato: alcuni sostengono il 50%, altri credono che tutto sia recuperabile, altri ancora ipotizzano che, con l’arrivo del nuovo presidente degli Stati Uniti, possa essere trovata una modalità di intervento dello Stato americano a fronte degli impegni presi da Lehman. Alcune compagnie, tra cui Unipol, Bcc vita e Mediolanum, hanno deciso di farsi carico delle perdite dei clienti, pur non essendo giuridicamente tenute a farlo: secondo Cerchiai, il fatto che questa scelta non sia un obbligo contrattuale ma una decisione presa da alcune aziende per le proprie logiche commerciali, deve essere reso evidente a tutti gli investitori e gli assicurati.
ANIA e Abi, insieme, hanno accolto le numerose sollecitazioni sulla portabilità dei mutui e, in caso in cui il mutuo venga trasferito o venga estinto in via anticipata, al cliente sarà restituita la parte di premio pagata e non goduta. Sempre dalla collaborazione tra ANIA e Abi, è nata una Federazione che affronterà i primi problemi comuni, dall’educazione finanziaria all’incidenza delle imposte sul sistema bancario e assicurativo.
Per quanto riguarda la liquidazione dei sinistri, nell’ultimo periodo si sono verificati dei miglioramenti in termini di efficienza: ciò è dimostrato anche dalla diminuzione dei tempi medi di liquidazione, scesi da 63 a 55 giorni. Secondo Cerchia, esistono ancora margini di miglioramento e, per le compagnie, sarebbe molto utile riuscire a trovare una soluzione al problema delle frodi. Le truffe contro le assicurazioni, frequenti soprattutto sul fronte rc auto, sono vere e proprie frodi contro la collettività, su cui ricadono i costi; per combatterle, alle compagnie sarebbe utile disporre di una banca dati che permetta loro di consultare, aggiornare e incrociare i dati, ma sulla creazione di questa banca dati permangono ancora le resistenze dell’autorità per la Privacy.
Fonte: Il Mondo, 28 novembre 2008;
Parole chiave: Presidente Ania, Fabio Cerchiai, Claudio Scajola, Carlo Giannini, Abi,

