
Solvency 2 è il progetto con cui l’unione Europea vuole dotarsi di un nuovo impianto di regolamentazione e supervisione finalizzato alla solvibilità delle imprese di assicurazione e riassicurazione. Nell’anno appena iniziato, il progetto entrerà nel vivo: verranno infatti fissati i principi e le regole base del nuovo sistema, radicalmente diverso da quello attuale.
Il progetto Solvency 2 prevede alcune fasi: alla direttiva quadro, farà seguito una serie di ulteriori misure legislative europee e, poi, l’adozione di linee guida di vigilanza. Secondo le previsioni, la direttiva quadro (attualmente in discussione presso le istituzioni europee) dovrebbe essere adottata nei primi mesi del 2009: ciò potrebbe permettere di applicare il nuovo sistema già nel 2012.
Tra gli aspetti che verranno trasformati da Solvency 2, vi sono i metodi di vigilanza e i requisiti qualitativi inerenti alla gestione delle imprese. L’Aiaf, Associazione italiana degli analisti finanziari, nell’aprile 2007 ha istituito un gruppo con l’obiettivo di valutare i possibili effetti di Solvency 2. Le loro analisi sono state raccolte in una pubblicazione edita da Aiaf (Quaderno numero 139 – ottobre 2008) e presentata alla fine del 2008 a Milano, nel corso di un incontro sul tema “Gli impatti di Solvency 2 nella valutazione delle assicurazioni”.
Tra le questioni analizzate, la valutazione delle passività assicurative tra Solvency 2 e Ifrs, International financial reporting standards, e i metodi di valutazione basati sul fair value e sui sistemi di valutazione interni. Luca D’Onofrio, consigliere Aiaf e coordinatore del gruppo di lavoro di Solvency 2, ritiene che fair value e valore di mercato siano due elementi informativi utili all’attività dell’analista finanziario, a condizione che il mercato sia trasparente e liquido. La crisi internazionale ha provocato un innalzamento del prezzo del rischio di credito incorporato nel valore dei titoli quotati: secondo D’Onofrio, questa situazione di incertezza è la principale causa del valore erratico delle quotazioni.
Sebbene abbiano differenti finalità, i sistemi di regole Solvency 2 e Ifrs presentano elementi di convergenza e di divergenza: a questo proposito, Andrea Bellucci, socio Aiaf, spiega che l’importanza di entrambi i sistemi, tanto nella comunicazione finanziaria quanto nelle attività di supervisione da parte degli organi di controllo, ha reso necessario un processo di armonizzazione dei loro contenuti, attualmente in corso.
In attesa dell’ingresso di Solvency 2, le compagnie assicurative stanno apportando anche delle modifiche ai propri metodi. Renzo Avisani, chief risk officer del gruppo Unipol, spiega come la sua società si sia dotata di un sistema di enterprise risk management con l’obiettivo di contribuire alla crescita e alla stabilizzazione della redditività. In particolare, il gruppo sta implementando gli strumenti di valutazione integrata dei rischi, prestando particolare attenzione alla misurazione di quelli tecnici, finanziari e operativi.
Anche il gruppo Fondiaria Sai ha avviato una serie di interventi rivolti a Solvency 2. Liliana Cavatorta, responsabile risk management del gruppo fiorentino, racconta come Fondiaria Sai stia applicando il risk management anche nelle attività quotidiane della compagnia, incentivando lo sviluppo del modello interno di risk capital e il suo utilizzo nei processi aziendali.
Nell’ottica di Solvency 2, il gruppo generali ha sviluppato ulteriormente il proprio modello interno, l’Economic balance sheet. Come spiega Stefano Ferri, responsabile servizio capital al location & economic balance sheet, il modello serve per ottimizzare i processi interni di enterprise risk management del gruppo ed è fondato sulla valutazione coerente del valore e del rischi.
Fonte: Giornale della Assicurazioni, gennaio 2009
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