
L'interesse delle istituzioni creditizie per i temi della salvaguardia ambientale e dell'utilizzo ecocompatibile delle risorse è legato essenzialmente agli effetti sull'ambiente delle attività delle imprese. Da un punto di vista bancario, il rischio ambientale rappresenta la possibilità di sopportare le conseguenze di un "danno ambientale" causato da un'impresa alla quale abbia concesso dei finanziamenti o abbia, a vario titolo, prestato garanzie.
Le decisioni di finanziamento da parte degli istituti di credito dovrebbero incorporare il rischio ambientale quale componente del rischio complessivo (si pensi, ad esempio, alla responsabilità indiretta per danno ambientale).
Il rischio ambientale delle imprese industriali risulta difficilmente valutabile da parte delle banche, ricorrendo ai tradizionali parametri utilizzati nelle procedure di affidamento, per cui si rende indispensabile introdurre nella procedura di valutazione, che è propedeutica alla concessione del credito all'impresa, anche informazioni relative agli effetti negativi che l'attività imprenditoriale può avere sull'ambiente.
I passaggi principali della valutazione sono:
• check-list: iniziando dai settori a maggiore rischiosità ambientale (industria chimica, cartaria, petrolifera ecc.) è necessario elaborare una check-list, lo strumento più idoneo per avviare la prassi dell'analisi del rischio ambientale poiché consente di raccogliere le informazioni in modo standardizzato e conseguentemente di abbattere i costi.
• Indicatori per la definizione di fasce graduate di probabilità: entro cui collocare l'ipotesi che l'azienda da affidare possa incorrere in situazioni di danno ambientale e la loro gravità. E' pertanto necessario predisporre degli indicatori ambientali sintetici.
• Sempre nell'ottica del contenimento dei costi si richiede l'intervento di personale specializzato. Lo sviluppo di una simile operatività richiede, nelle banche, la costituzione di un nucleo di specialisti a livello di strutture centrali, collocato nell'area dei grandi fidi.
Si rileva una sorta di "asimmetria ambientale" da parte del sistema finanziario e assicurativo: in alcuni casi vengono richiesti tassi e polizze più elevate per imprese ad alto rischio ambientale, mentre non sono ancora concesse condizioni adeguate alle performance ambientali delle imprese che inseriscono proattivamente la variabile ambientale nella gestione aziendale.
Fonte: www.confindustrialazio.it
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