25 Novembre 2010

Le procedure di pronto intervento per le emergenze ambientali

Per contenere tempi e costi di bonifica di un sito contaminato da un evento accidentale occorrono procedure collaudate e operatori specializzati
 

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Per messa in sicurezza d’emergenza si intende ogni intervento – immediato o a breve termine, da mettere in opera in condizioni di emergenza o in caso di eventi di contaminazione repentina – atto a contenere la diffusione delle sorgenti primarie di contaminazione, ad impedirne il contatto con altre matrici presenti nel sito e a rimuoverle, nell’attesa che si compiano altri interventi di bonifica o di messa in sicurezza operativa o permanente (D.Lgs. 152/06).

Diventano di fondamentale importanza gli interventi di MISE (messa in sicurezza d’emergenza) nell’approccio delle problematiche legate alle attività industriali, agli sversamenti accidentali di sostanze inquinanti in seguito ad incidenti di varia natura che provocano un rapido cambiamento degli equilibri ambientali. Affinché le attività di MISE siano efficaci, devono essere attuate immediatamente: è necessario, quindi, attivare un sistema di pronto intervento ecologico (P.I.E.) con procedure idonee per affrontare gli scenari più svariati. Tale sistema assicura una soluzione istantanea al rilascio (o alla minaccia di rilascio) di sostanze tossiche nell’ambiente – in qualunque momento o luogo – mettendo a disposizione le risorse necessarie ad eliminare il pericolo imminente per popolazione e ambiente.

Per una MISE corretta, è fondamentale circoscrivere l’area coinvolta e rimuovere la fonte di contaminazione primaria: saranno predisposti, quindi, presidi di contenimento e saranno realizzate le opere di scavo e di copertura delle aree contaminate. Il completamento della messa in sicurezza dell’emergenza, infine, andrà stabilita in accordo con gli Enti, in funzione dell’effettivo controllo sulla migrazione e diffusione del contaminante. Il personale addetto al MISE deve avere una formazione specifica rispetto alle diverse possibili sostanze inquinanti, alle metodologie di intervento, ai potenziali rischi e all’uso corretto dei DPI.  

Poiché le matrici ambientali che possono essere coinvolte in una situazione di emergenza sono acqua, aria, suolo e sottosuolo, è facilmente intuibile che i mezzi usati per fronteggiare tale situazione dovranno garantire il recupero dell’acqua inquinata, la rimozione del terreno e – nel caso si tratti di ambienti chiusi – l’aspirazione dell’aria contaminata. E’ estremamente importante, comunque, avere sempre a disposizione unità speciali di primo intervento dotate di attrezzature per affrontare l’emergenza, unità di travaso con pompe e raccorderie speciali e natanti per le emergenze in acqua. Ogni possibile situazione deve essere prevista e pianificata: procedure e mezzi necessari – senza esclusione alcuna – devono essere sempre predisposti.

Poiché la contaminazione può riguardare differenti matrici e contaminanti di svariata natura, è necessario applicare tecniche di intervento mirate ad ogni situazione specifica. 
Nell’attuare la procedura di messa in sicurezza dell’emergenza, si deve tenere presente che l’incolumità delle persone è prioritaria rispetto a qualunque altra esigenza, compresa la salvaguardia dell’ambiente e/o l’economicità degli interventi.

Un esempio concreto di MISE: il caso Lambro. Dopo un accidentale rilascio di prodotti idrocarburici da un deposito e conseguente riversamento nella rete fognaria fino al depuratore della città di Monza, si è avuta la contaminazione dei fiumi Lambro e Po. La tempestività di intervento, in questo caso, ha limitato notevolmente i danni sull’ambiente e ha permesso il superamento della fase di emergenza in tempi brevi e a costi sostenibili. Vengono riportati di seguito alcuni dati peculiari dell’emergenza presso il fiume Lambro:

  • Inizio emergenza: 23 febbraio 2010;
  • Prodotti sversati: petrolio, gasolio, olio combustibile;
  • Quantitativi sversati: dati ufficiali stimano 2600 tonnellate totali;
  • Matrici ambientali coinvolte: acque superficiali, terreni;
  • Quantitativi recuperati: stimato circa l’80%;
  • Forze in campo: Protezione Civile, Esercito, Enti Locali, Società private;
  • Rifiuti prodotti: emulsioni oleose, materiali assorbenti, vegetazione e terreno contaminati;
  • Termine emergenza: dichiarazione di cessata emergenza il giorno 1 marzo 2010.  

Fonte: Eco Novembre 2010

Sei in: Periti » Vademecum

Parole chiave: emergenze ambientali, D.Lgs. 152/06, MISE, Messa In Sicurezza d’Emergenza, pronto intervento ecologico, P.I.E., caso Lambro, Po,

 

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