11 Luglio 2008

Low cost in sanità: è un risparmio?

La salute è un prodotto e come tale segue le regole della globalizzazione. Se ne è discusso nel corso del convegno promosso da Fism e ABC Salute
 

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Low cost, non per un viaggio, ma per il servizio sanitario. Le logiche della globalizzazione si stanno declinando anche nel settore della salute. Esiste il nomadismo sanitario? Per quali specialità mediche?  Si è parlato di questi argomenti nel corso del convegno “Low cost in sanità: è un risparmio?” promosso dalla Fism, Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane, e dall’associazione culturale ABC Salute, tenutosi a Milano. 

Intervento Pasquale Spinelli, Presidente Fism
La ricerca scientifica ha ampliato l’offerta sia in ambito terapeutico che sanitario, ma tali innovazioni sono molto costose. Il cittadino chiede una copertura sempre più completa, facendo emergere un problema di sostenibilità dei costi da parte del servizio pubblico.
Le specialità che gli italiani cercano all’estero sono: odontoiatria, ortopedia prostesica e chirurgia plastica ed estetica. Gli ambiti sanitari che vengono sottoposti alle logiche del low cost sono: la gestione dei costi amministrativi, la gestione dei flussi informativi, la spesa per il personale medico e sanitario (per i quali è a rischio la qualità della formazione), i dispositivi biomedicali e i farmaci. I principi che dovranno guidare lo sviluppo del settore sanitario nel futuro sono la sicurezza delle procedure e la centralità del paziente.

Intervento Alberto Scanni, Direttore Generale Istituto Nazionale dei Tumori, Milano
Le spese nel settore sanitario stanno aumentando a livello globale per diversi ordini di motivi. A parte l’aumento fisiologico, incidono fortemente l’invecchiamento della popolazione e il progresso scientifico e tecnologico. La spesa sanitaria pubblica è destinata a crescere, di conseguenza l’impegno a ridurre i costi diventa un obiettivo di carattere etico. A tal fine sono necessari dei cambiamenti radicali: è necessario abbandonare la logica del sospetto nel rapporto tra medico e paziente, introdurre sistemi premianti per le strutture sanitarie virtuose, introdurre dei sistemi di verifica di carattere non inquisitorio, infine è indispensabile da parte del personale sanitario una presa di coscienza del valore economico del proprio operato.

Intervento Walter Bergamaschi, Direttore Generale Azienda Ospedaliera, Ospedale di Circolo Fondazione Macchi, Varese
Il low cost in sanità non deve creare panico, ma deve essere un fattore di miglioramento del sistema in vista della sostenibilità economico sociale. Per contenere i costi è necessario lavorare sull’appropriatezza delle prestazioni erogate.

Intervento Paolo Lago, Direttore Ingegneria Clinica, Policlinico San Matteo, Pavia
L’applicazione delle conoscenze ingegneristiche all’ambito clinico presuppone una valutazione dell’appropriatezza delle tecnologie e delle apparecchiature. Con tale mission è stata costituita, nel 2007, la Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA). Anche in Italia si è giunti alla consapevolezza che coniugare “know how” e hitech è un’efficace strategia per ridurre i costi,  quindi garantire l’economicità e la sostenibilità del sistema e la sicurezza dei pazienti.

Intervento Mario Plebani, Presidente Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare, Padova
Il sistema di regole che governano la sanità è complesso. Il principio di fondo dovrebbe essere mettere al centro del sistema il paziente e i suoi bisogni. Il medico monitora i bisogni clinici della struttura sanitaria, ma poi le decisioni in materia di allocazione delle risorse spettano ad altri.

Intervento Angelo Fracassi, Presidente Assobiomedica
Le risorse destinate al sistema sanitario sono scarse; per questo una spesa appropriata è un investimento, una spesa impropria è un costo. Il mercato dei dispositivi medici garantisce alle strutture sanitarie l’applicazione delle innovazioni tecnologiche.  La finanziaria 2007 prevede appalti onnicomprensivi per i dispositivi medici. Questo approccio non è condivisibile poiché ciascuno di essi ha una sua unicità, per questo non è assimilabile alle altre commodity. Così come non è auspicabile che il mercato dei dispositivi medici venga assimilato a quello dei farmaci, perché non ha nulla a che vedere con esso.

Alcuni dati della sanità low cost. Il mercato globale delle prestazioni mediche vale il 9% del Pil planetario, più di mille miliardi di dollari solo negli Stati Uniti. La società di ricerca irlandese Research and Markets ha stimato che nel mercato globale entro il 2010 ci saranno 780 milioni di persone che migrano dai Paesi ricchi agli emergenti (o da quelli più poveri verso le eccellenze) per trovare cure, spendendo nel complesso 40 miliardi di dollari. La spinta al turismo medicale non è solo economica, c'è anche una questione di eccellenza e di tempo, infatti, le liste di attesa sono di poche settimane. Questi Paesi sfruttano la sinergia con le locali industrie farmaceutiche e hi-tech per la produzione di medicinali e apparecchiature ospedaliere d'avanguardia.

Fonte: Convegno Fism e ABC Salute, articolo Sole 24 Ore 8 luglio 2008; fonte immagine: sito Fism

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Parole chiave: low cost in sanità, Fism, Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane, ABC Salute, Pasquale Spinelli, Alberto Scanni, Walter Bergamaschi, Paolo Lago, Mario Plebani, Angelo Fracassi,

 

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