28 Novembre 2008

Mario Draghi: le ragioni della crisi finanziaria

Il Governatore della banca d’Italia ha diffuso i risultati di un’indagine sulla crisi economica internazionale
 

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“Un sistema con più regole, più capitale, meno debito, più trasparenza” è il titolo dell’indagine conoscitiva sulla crisi finanziaria internazionale e sui suoi effetti sull’economia italiana, presentata dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi lo scorso 21 ottobre 2008. Nel testo, Draghi ha evidenziato che la crisi finanziaria affonda le sue radici nei cambiamenti strutturali che, negli ultimi anni, hanno caratterizzato l’economia globale, soprattutto nel settore finanziario. La crescita mondiale, sostenuta in misura considerevole dai paesi emergenti, si è accompagnata ad un progressivo aumento di squilibri tra loro connessi: a una cronica carenza di risparmio in alcune aree del mondo, come gli Stati Uniti, è corrisposta una crescente eccedenza in altre, come la Cina. Questo squilibrio nelle bilance dei pagamenti non è stato però compensato da movimenti appropriati nel sistema dei cambi.

Come spiegato dal Governatore, non è la prima volta che squilibri macroeconomici accompagnano fasi di rapido sviluppo: il sistema finanziario internazionale svolge la fondamentale funzione di raccogliere il risparmio dove esso si forma, e di incanalarlo verso usi produttivi, in qualsiasi parte del mondo. I fattori critici sono stati determinati da alcune profonde trasformazioni del sistema finanziario: negli ultimi dieci anni percezione del rischio e propensione verso di esso si sono modificate in misura significativa. Il prolungato periodo di bassi tassi di interesse, nominali e reali, ha generato una forte espansione del credito e degli aggregati monetari; i premi al rischio nei mercati azionari, immobiliari, dei titoli di Stato e delle obbligazioni hanno raggiunto un minimo storico. Questi sviluppi hanno spinto i prezzi delle attività finanziarie e reali su valori eccessivi e, a partire dall’inizio del decennio, il fenomeno si è manifestato in maniera particolarmente acuta nei mercati immobiliari, soprattutto negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei.

Per quanto riguarda le banche italiane, queste hanno fronteggiato la crisi che ha investito con crescente violenza il sistema finanziario mondiale potendo contare su un modello di attività
fondamentalmente sano, sui forti recuperi di efficienza conseguiti negli anni passati, su un
patrimonio sufficiente e su un quadro normativo esteso e prudente. Finora, quindi, si sono dimostrate in grado di reggere l’urto meglio di quelle di altri paesi avanzati. A ridosso della crisi degli ultimi mesi, il Governo e la Banca d’Italia hanno messo in atto misure di emergenza per rassicurare i risparmiatori, riattivare il mercato della liquidità e predisporre gli strumenti per le misure di ricapitalizzazione. Per preservare il mercato monetario unico, la risposta italiana è comune a quella europea: sulla spinta dell’iniziativa dei quattro maggiori paesi, l’Eurogruppo ha dato indicazioni precise e fornito criteri uniformi da mettere in atto all’interno dell’area dell’euro.

 

Fonte: www.bancaditalia.it

Parole chiave: Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia,

 

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