
Secondo la "Bank lending Survey", condotta dalla Banca centrale europea, il 64% delle banche europee nel quarto trimestre del 2008 ha introdotto misure più severe per la valutazione della concessione del credito alle imprese. La causa? Il peggioramento delle prospettive di redditività per il 77% delle aziende.
Inoltre, secondo i dati emersi dalla rilevazione, il 61% delle banche ha aumentato i tassi di interesse, diminuito l’ammontare dei prestiti e contemporaneamente richiede maggiori garanzie sul credito concesso.
E’ in calo la richiesta di finanziamenti per investimenti e attività di fusioni e acquisizioni. A dicembre i prestiti alle imprese non finanziarie sono aumentati del 10% su base annua, il tasso più basso dal 2006.
Congiuntura economica: i dati. Dal 1° gennaio al 10 febbraio del 2009 i titoli bancari hanno perso circa il 17%, quelli assicurativi meno del 15% e quelli dell’industria manifatturiera meno del 10%. Nell’area dell’euro, il tasso di disoccupazione ha raggiunto a dicembre l’8%. In Italia nel 2008, il PIL è sceso dello 0,9%, il peggior risultato dal 1993. La contrazione dell’attività economica, nel nostro Paese, si è concentrata negli ultimi mesi dell’anno: da agosto a dicembre la produzione industriale si è ridotta dell’11%. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il PIL italiano è destinato a contrarsi del 2,1% nel 2009.
Le prospettive future. Il 58% delle banche intervistate prevede un miglioramento dell’accesso al credito nel primo trimestre del 2009. Si osserva che, nell’area euro, gli indicatori di fiducia sono ai minimi storici e questo si ripercuoterà negativamente sulle decisioni di investimento di privati e imprese.
Fonte: Ania Trends Newsletter dell’Ufficio Studi dell’Ania – febbraio 2009
Parole chiave: Bank lending Survey, Fondo Monetario Internazionale,
