28 Gennaio 2008

Metano: migliore conoscenza, maggiore sicurezza

Carlo Ortolani, Direttore Cineas, spiega i meccanismi di funzionamento degli impianti a gas e illustra le buone pratiche per la manutenzione
 

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Quand’è che un impianto è sicuro?
In Italia da molti anni (dal 1971) qualunque impianto alimentato a gas combustibile per uso domestico deve essere realizzato secondo le regole della buona tecnica, cioè secondo le Norme UNI-CIG (Ente Nazionale Italiano di  Unificazione - Comitato Italiano Gas). Un impianto così realizzato è intrinsecamente sicuro. (Legge 6 dicembre 1971. n. 1083 «Norme per la sicurezza dell'impiego del gas combustibile).

Chi garantisce all'utente che il suo impianto è sicuro?
Gli impianti per il trasporto e l'utilizzazione del gas all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna del gas fornito dall'ente distributore devono essere progettati, installati, trasformati e mantenuti da personale qualificato. La legge specifica quali sono i requisiti tecnico-professionali del personale qualificato. Su apposito modulo ministeriale al termine dei lavori deve essere rilasciata al committente una dichiarazione di conformità alle norme vigenti dell'impianto realizzato (Legge 5 marzo 1990. n.46 «Norme per la sicurezza degli impianti» e D.P.R. 6 dicembre 1991. n.447 «Regolamento di attuazione della legge marzo 1990 n 46 in materia di sicurezza degli impianti).

Che cosa succede quando vengono accertate delle irregolarità nel funzionamento dell'impianto?
Le aziende di distribuzione operanti nel settore del gas naturale non possono esercitare alcuna attività nel settore dei servizi post contatore (Legge 23 agosto 2004, n. 239 «Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia» in G.U. n. 215 del 13 settembre 2004. art. 1, comma 34 e circolare prot. 7333 del 28 aprile 2005 della Direzione generale per l'energia e le risorse minerarie del Ministero delle Attività Produttive avente per oggetto "Chiarimenti relativi all'applicazione dell'art. 1 comma 34. della legge 23 agosto 2004. n. 239 in materia di servizi post contatore"). Quindi l'azienda che, a seguito di richiesta di intervento, accerti un'anomalia post contatore deve limitarsi a chiudere e sigillare il contatore stesso.

Ci si accorge di una fuga di gas quando se ne avverte l'odore, in questi casi si corre il rischio di intossicazione?
Per evidenti motivi di sicurezza il metano (gas naturale) viene obbligatoriamente odorizzato. Secondo le norme UNI CIG 7132/1995 "Odorizzazione di gas per uso domestico ed usi similari. Termini e definizioni" e 7133/1994 "Odorizzazione di gas per uso domestico od usi similari. Procedure, caratteristiche e prove" (D.M. 04.12. 2000 in suppl. ord. alla G.U. 05.01.2001 n. 4). Queste norme hanno sostituito le UNI-CIG 7132/1972  "Odorizzazione e odorizzanti di gas per uso domestico distribuiti a mezzo tubazioni o allo stato liquido in bidoni. Termini e definizioni" e 7133/1972 "Odorizzazione di gas per uso domestico ed usi similari. Procedure, caratteristiche e prove" pubblicate in allegato al DM 2311.1972 ( in suppl. ord. n. 203 dello 07.08.1973 alla G.U. 28.11.1972 n.309). L'uomo ha la capacità di percepire concentrazioni molto modeste, addirittura dell'ordine di una parte per milione. Quindi nel caso del metano l'uomo inizia a percepirne l'odore quando la concentrazione è diecimila volte inferiore alla concentrazione volumetrica rappresentante la soglia locale di rischio (5%).

Il metano è un gas molto tossico?
Una volta si distribuiva il cosiddetto "gas di città" contenente alte concentrazioni di ossido di carbonio. L'ossido di carbonio (CO) - inodore, incolore e insapore -è uno dei gas più tossici esistenti in natura: l'esposizione dell'uomo a elevate concentrazioni di ossido di carbonio può provocarne rapidamente la morte. Per l'aspirante suicida "attaccarsi alla canna del gas" significava morte certa e rapida.
Oggi invece viene distribuito gas naturale (cioè metano  quasi puro) che non è tossico. Non risultano segnalati casi di intossicazione letale da solo metano. Il metano è infatti un semplice asfissiante. Quindi la morte a causa del metano interverrebbe solo se inalato per un lungo periodo, in condizioni di assenza dell'ossigeno nell'aria.

Che cosa accade quando c’è una fuga di gas?
Una fuga di gas in un ambiente domestico chiuso (accidentale o deliberatamente provocata) non causa danni immediati e diretti all'uomo, ma può provocare la formazione di  una  miscela aria/metano che può esplodere con conseguenze gravissime sulle persone e sulle strutture edilizie. Non esistono strutture edilizie civili in  grado  di  sopportare  le sollecitazioni  indotte  da un'esplosione da metano.

Quali sono le buone pratiche da seguire per la manutenzione degli impianti a gas?
Per evitare fughe accidentali di gas in casa bisogna prestare la massima attenzione al tubo del gas ed ai liquidi in ebollizione. Il tubo di gomma deve essere collegato alla cucina ed al rubinetto porta-gomma con fascette metalliche e deve soddisfare la Norma UNI-CIG 7140 (lunghezza, dimensioni, anno limite d'impiego, cioè data di scadenza). Per i piani di cottura ad incasso è d'obbligo il tubo metallico (non di gomma). Il travaso da pentole contenenti liquidi in ebollizione può spegnere la fiamma mentre il gas continua ad uscire dal bruciatore accumulandosi nel locale con le possibili gravissime conseguenze. I bruciatori della cucina devono essere mantenuti puliti. Una fiamma azzurra denuncia una combustione ben regolata.

Fonte: Corriere della Sera 19 ottobre 2006

Parole chiave: gas naturale, metano, ossido di carbonio, impianto,

 

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