13 Ottobre 2009

Ospedali a rischio sismico: sono 375 in Italia

E’ il risultato di un’indagine presentata dalla Protezione civile. Per mettere a norma tutti gli ospedali italiani sono necessari 30 miliardi di euro
 

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Le strutture sanitarie situate in zone ad alto rischio sismico sono 80, le quali, se sottoposte ad un evento analogo a quello avvenuto all’Aquila, subirebbero danni gravissimi. Il numero degli ospedali esposti al rischio sismico è tuttavia molto superiore e raggiunge le 375 strutture.

Sono questi i risultati di un’indagine presentata dal responsabile della Protezione civile, Guido Bertolaso, alla Commissione d'inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale guidata da Ignazio Marino (Pd).

Il campione era composto da 200 ospedali ed è considerato statisticamente rappresentativo dell’universo di riferimento formato da 500 strutture sanitarie presenti in zone ad alto rischio sismico distribuite lungo l'arco appenninico nel centro-sud Italia e concentrate soprattutto in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, ma anche in Veneto.

Tra gli aspetti considerati nella ricerca ci sono: anno di realizzazione, tipologia costruttiva, grado di sismicità dell'area di costruzione, livello di adeguatezza rispetto a eventi tellurici. Nel campione esaminato il 16% degli edifici è stato progettato e costruito prima del 1934. Solo l'8% delle costruzioni - successivo al 1983 - può essere definito " moderno".  Il 62%degli edifici è in cemento armato, il 23% in muratura.

Secondo il Ministero del Welfare servirebbero 30 miliardi per mettere a norma e in sicurezza tutti gli ospedali italiani. E per gli interventi urgenti nelle strutture che si trovano in zone ad elevato rischio sismico occorrono almeno 3,5 miliardi.

Fonte: Sole 24 Ore Sanità 23 luglio 2009

Sei in: Sanità » News

Parole chiave: Protezione civile, Guido Bertolaso, Commissione d'inchiesta del Senato sul Servizio sanitario nazionale, Ignazio Marino,

 

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