
L’articolo di Fabrizio Gatti pubblicato su L'Espressso del 4 ottobre 2007 riporta dati sconvolgenti sulla situazione dell’Istituto pediatrico Giannina Gaslini di Genova. Conosciuto nel mondo come centro pediatrico tra i migliori d’Europa, negli ultimi anni ha tagliato i posti letto e attualmente può ospitare 420 pazienti per il ricovero ordinario e 96 per il day hospital.
Secondo il periodico, in corsia e in sala operatoria si possono trovare siringhe esportate dalla Cina chiuse in confezioni difficili da aprire, soprattutto in casi urgenti, malfunzionanti, che contengono all'interno del cilindro trasparente peli e capelli; per non parlare dei termometri, anch'essi provenienti dal Gigante asiatico, che si rompono per un nonnulla. All'ospedale pediatrico del capoluogo ligure ci sono stati casi, secondo le fonti del giornalista, di sacche post operatorie non sterilizzate, aghi di cannule non abbastanza rigidi e infusori di flebo che non rimangono nella posizione stabilita.
Questo sul fronte dei prodotti, ma non va meglio dal punto di vista del personale: molti operatori, anche tra i chirurghi, sono assunti con contratti precari, svolgono turni massacranti per compensi del tutto incongrui; non solo è capitato che medici con qualifiche insufficienti, apprendisti o specializzandi, si trovassero ad affrontare operazioni chirurgiche senza essere supportati dagli specialisti di ruolo.
L'Istituto Gaslini ha complessivamente 300 dipendenti precari (considerando nel novero: medici, infermieri, tecnici, impiegati e addetti ai servizi generali) su un totale di 2200 dipendenti. E' chiaro, dichiara il giornale, che in tali condizioni operative il rischio di errore si moltiplica in modo esponenziale.
Il giornalista raccoglie nell'articolo anche alcune testimonianze di pazienti vittime di episodi di malasanità, come il caso di un padre che aveva denunciato i vertici della chirurgia per un presunto errore di diagnosi, in seguito al quale la figlia aveva subito una doppia operazione e avuto gravi complicazioni. A quattro anni dalla denuncia, quel padre non riesce a sapere chi abbia operato la sua bimba, visto che sul registro operatorio e su quello dell'anestesista sono segnati nomi diversi.
La risposta dell'Istituto Gaslini è stata affidata ad un comunicato ufficiale in cui si legge: "La dirigenza e il personale dell’Istituto respingono indignati e offesi il tono e i contenuti dell’articolo, tesi a gettare discredito e a provocare sfiducia su un ente dove tutti gli operatori dedicano il massimo impegno umano e professionale alle cure e all’assistenza dei piccoli pazienti e alle ricerca biomedica avanzata”.
Nelle conclusioni vengono aggiunti alcuni dati tesi a dimostrare una realtà che continua a produrre risultati d’eccellenza: “Il prodotto della ricerca del Gaslini (pubblicazioni internazionali e impact factor) è raddoppiato dal 2000 al 2006 e che l’Istituto è nettamente al primo posto tra gli Istituti di ricerca a carattere scientifico pediatrici e ai primissimi tra tutti i 42 IRCCS italiani sia per produzione scientifica sia per prestigio a livello internazionale (fonte del Ministero della Salute)”.
Fonte: Espresso, 4 ottobre
Parole chiave: Rischio, malasanità, Gaslini, Genova, medici precari,

