
Oltre 2.000 richieste di risarcimento, di cui 439 liquidate. Una spesa complessiva di circa 6,2 milioni di euro e una tendenza che conferma l’assestamento delle denunce di sinistri a carico dei servizi sanitari regionali e l’aumento dei procedimenti stragiudiziari che, nel corso del triennio 2005-2007, hanno finito per rappresentare l’85% delle vertenze. Ecco alcuni dei dati più rilevanti emersi dall’indagine compiuta da Marsh, partner della Regione Piemonte nella gestione assicurazione del rischio clinico. Nel dicembre 2008, Marsh ha presentato una mappatura del contenzioso all’interno del Servizio sanitario regionale: sotto la lente, gli sviluppi della scelta compiuta dalla Regione Piemonte per la messa a punto di una strategia di gestione dei rischi sanitari capace di ottimizzare la spesa assicurativa condividendo con le aziende metodi, know-how e risorse, senza rinunciare alle autonomie dei singoli enti.
L’identikit della rischiosità, presentato a Torino da Emanuele Patrini, Healthcare risk manager della Marsh, riguarda il triennio in cui è stato operato il primo programma assicurativo regionale: si tratta della prima esperienza del genere mai realizzata a livello nazionale. Ciò è stato possibile grazie alla Lr 14/5/2004, che ha previsto l’istituzione di un fondo speciale per i rischi di responsabilità civile a partecipazione obbligatoria delle strutture sanitarie pubbliche e la gestione centralizzata del rischio clinico per tutta la Regione. L’analisi, aggiornata al 31 dicembre 2007, si riferisce a tutte le aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche regionali e prende in esame rischio clinico, rischio operatorio, rischio struttura e danneggiamenti a cose.
La maggior parte degli eventi segnalati (91%) è riferita a danni su pazienti, il 7% è riferita a terzi (danni alle cose, 59%, lesioni, 40%, decessi, 1%) mentre i danni agli operatori sono solo l’1%. Per quanto riguarda le unità operative, quelle che hanno maggiormente generato richieste di risarcimento danni sono chirurgia generale (21,41%), pronto soccorso (12,84%), ortopedia (12,15%), struttura (7,45%), ostetricia e ginecologia (7,07%) e medicina generale (7,02%). In chirurgia, i casi più frequenti riguardano gli errori chirurgici (56,4%) e terapeutici (18,5%), mentre al pronto soccorso i contenziosi riguardano gli errori di diagnostica (48,1%) e terapeutici (24,2%). Anche in ortopedia e ostetricia dominano gli errori chirurgici (rispettivamente il 48,6% e il 53,66% degli eventi segnalati) e le strutture (parti comuni, scale, viali…) sono ritenute responsabili delle cadute di visitatori e pazienti (32,37% e 28,32%), di danni a cose (27,75%) e a persone (6,36%).
Oltre il 65% delle richieste di risarcimento viene formulato nello stesso anno di accadimento dell’evento, il 14,82% entro due anni e il 92,81% entro quattro anni (i tempi di denuncia variano in base al reclamo). Per quanto riguarda i tempi di chiusura, allo scadere del triennio si trova ancora aperto il 64% delle richieste di risarcimento, mentre il 17% resta senza seguito, per un tempo medio di durata pari a 334 giorni (compresa l’eventuale liquidazione). Sul fronte della spesa, per un importo complessivo liquidato pari a 6,2 milioni di euro, si registra una media di 14mila euro a risarcimento: a pesare di più sono gli errori chirurgici (circa 2 milioni di euro, pari al 34% del liquidato), titolari anche del maggior importo riservato sia per totalità che per singolo sinistro.
I dati sono in linea con quelli più volte registrati a livello nazionale. Un altro rappresentante della Marsh, Marco Bertino, Responsabile enti pubblici Torino, ha spiegato che il modello adottato dal Piemonte ha già comportato l’abbandono della polizza side way (primary), in precedenza deputata a intervenire in caso di esaurimento del fondo speciale regionale, ora aumentato a 20 milioni di euro. La sfida che la Regione si pone per il programma successivo al 2010 è l’assunzione, da parte delle singole strutture, della franchigia frontale diretta per tutti i sinistri tra 50 e 150mila euro. Ciò permetterebbe alla Regione enormi risparmi poiché è proprio in quest’area che ricade il 93% dei sinistri. Il premio versato dalle aziende diminuirebbe drasticamente, ma il rischio-effetto dei costi deve ancora essere valutato.
Fonte: Il Sole 24 Ore Sanità, 20-26 gennaio 2009
Parole chiave: Marsh, Regione Piemonte, Servizio sanitario regionale, Emanuele Patrini, Healthcare risk manager,

