
L’ultima riunione annuale del Consiglio Generale di Assicurazioni Generali si è tenuta lo scorso 26 settembre a Venezia. E' intervenuto all'evento Pierre-André Chiappori, docente di Economia alla Columbia University di New York, che ha ripercorso le soluzioni ideate e messe in atto per fronteggiare il rischio nel corso della storia. La condivisione del rischio è infatti una dimensione essenziale di ogni società e, in ogni luogo, periodo storico e cultura, poggia su quattro principi costanti: la prevenzione, l’aggregazione di rischi indipendenti, la divisione di rischi globali e il trasferimento di rischi tra agenti.
Una prima forma di mutualizzazione dei rischi si può rinvenire nel sistema utilizzato dalle carovane nell’antica Mesopotamia, che consisteva nella creazione preventiva di un fondo finanziato in comune, utile a indennizzare eventuali viaggiatori sfortunati. Le prime tipologie di contratti espliciti di condivisione del rischio integravano elementi di credito e assicurazione: contenevano disposizioni specifiche di condivisione del rischio tra il prestatore e colui che prende in prestito. Il codice di Hammurabi (il più antico testo legale conosciuto) reca già traccia di questa tipologia di contratto, nota anche nell’antica Grecia e nel Medio Evo.
I primi contratti di assicurazione pura, cioè non vincolata a un credito, circolavano nell’Italia del XIV secolo e sono diventati presto di uso comune nel Mediterraneo. La condivisione del rischio si realizzava anche attraverso le prime società per azioni e il conseguente sviluppo della riassicurazione, resa necessaria dai primi eventi catastrofici per il settore delle assicurazioni, quali i grandi incendi che nel XIX secolo hanno distrutto alcune capitali occidentali. Questo movimento verso la globalizzazione dei rischi ha portato verso la creazione delle moderne compagnie di assicurazione, che aggregano un’ampia varietà di rischi mediante la diversificazione e che distribuiscono il rischio per mezzo di riassicurazioni e azioni scambiate sui mercati.
Negli ultimi decenni, la globalizzazione è entrata in una nuova fase, caratterizzata dalla crescente separazione tra la gestione e l’assunzione dei rischi. Tra gli intermediari finanziari si manifesta la tendenza a trasferire una parte dei rischi gestiti per l’assunzione da parte dei mercati finanziari, tramite la creazione di nuovi strumenti (come le cat bond, le obbligazioni catastrofali, o le longevity bond, indicizzate alla longevità). Questa tendenza rappresenta una parziale modifica del ruolo degli intermediari finanziari e attribuisce loro il compito di strutturare i rischi specifici che sono stati assunti sotto forma di strumenti di mercato.
In ogni epoca, la condivisione del rischio si scontra con due tipi di ostacoli, che derivano dalla responsabilità limitata degli agenti, che fa sì che il rischio di controparte diventi un elemento critico, e dalle asimmetrie di informazione tra gli stessi, che sono diffuse sui mercati finanziari. La mancanza di trasparenza riguardo alla distribuzione dei rischi può compromettere il funzionamento dei mercati finanziari e generare crisi di liquidità.
La crisi attuale, secondo il punto di vista di Pierre-André Chiappori, è un momento doloroso ma necessario e richiede risposte adeguate, tanto da parte delle imprese che dei regulator. Le imprese, da parte loro, dovrebbero disporre in ogni momento di una chiara valutazione della propria esposizione ai rischi; i regulator, invece, dovrebbero impostare una riforma che preveda, innanzitutto, una ridefinizione del ruolo delle agenzie, una maggiore trasparenza e l’attribuzione di un ruolo maggiore alla cooperazione internazionale.
Fonte: Ufficio stampa Assicurazioni Generali, 26 settembre 2008
Parole chiave: Assicurazioni Generali, Pierre-André Chiappori,
