19 Marzo 2008

Pit salute 2007: errori e liste d’attesa

Il rapporto, presentato il 18 marzo 2008 da Cittadinanzattiva, evidenzia le criticità del SSN. Fondamentale l’adozione di strategie di risk management
 

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Devi fare una risonanza magnetica? Il Sistema Sanitario Nazionale ti fa aspettare 270 giorni. Va peggio per la colonoscopia, che prevede 300 giorni di attesa, quasi un anno. Per tagliare i tempi si può scegliere l’intramoenia, sempre nella stesa struttura, ma pagando di tasca propria. In tal caso, per il primo tipo di visita si attendono 10 giorni e 15 per la seconda.

Sono questi i dati presentati da Cittadinanzattiva nel rapporto Pit Salute 2007, da cui emerge che le liste d’attesa più lunghe interessano le aree della diagnostica (58%), della specialistica (31%) e degli interventi chirurgici (9%).

Secondo l’analisi dell’associazione, il fenomeno delle lunghe liste di attesa rappresenta non solo una delle cause della mobilità sanitaria, ma anche l’ostacolo principale all’effettiva fruizione delle prestazioni sanitarie individuate nei Livelli Essenziali di Assistenza.

Gli errori in corsia risultano globalmente in diminuzione, con due aree in controtendenza: la cardiologia (+2%) e la chirurgia generale (+1%). I presunti errori medici riguardano prevalentemente gli interventi chirurgici (66% del totale delle segnalazioni di malpractice), ed in particolare  ortopedia (18%), oncologia (12%), chirurgia generale (9%), ginecologia-ostetricia (7%), odontoiatria e oculistica (5% ciascuno). Segue il presunto errore durante la diagnosi, con il 28% dei dati generali.

“E' evidente -  ha commentato Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva - come sia davvero urgente, per dare un segnale di discontinuità con il passato, rendere obbligatorie su tutto il territorio nazionale alcune misure come: analisi delle segnalazioni dei cittadini in tema di sicurezza (carenze igieniche, comportamenti degli operatori, errori, infezioni, ecc…); mappatura dei rischi; piani aziendali per la prevenzione del rischio; presenza del risk manager in tutte le strutture sanitarie; campagne per la sicurezza su temi come il lavaggio delle mani, la corretta identificazione del paziente, prevenzione delle cadute, ecc…; valutazione dei dirigenti in relazione alle politiche aziendali messe in campo per la prevenzione del rischio e registro nazionale degli errori”.

Fonte: Cittadinanzattiva, Panorama 20 marzo 2008

Parole chiave: Pit salute 2007, Cittadinanzattiva, errori in corsia, malpractice, Livelli Essenziali di Assistenza, Francesca Moccia,

 

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