07 Gennaio 2008

Più denunce per gli errori in corsia: crescono i premi assicurativi

La chirurgia è il reparto più a rischio. Per gli operatori del settore occorre introdurre adeguati sistemi di risk management
 

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Si moltiplicano le cause intentate dai pazienti nei confronti dei medici: le denunce hanno raggiunto la cifra record di 18 mila l’anno, mentre 10 anni fa erano 4 mila. Contestualmente aumentano le richieste delle assicurazioni che sono 10 volte più alte rispetto agli anni Novanta. Per far fronte a questa ondata di rincari, le regioni hanno adottato diverse strategie: Piemonte e Umbria fanno assicurazioni di gruppo per tutti gli ospedali, Toscana ed Emilia Romagna per un pool di aziende ospedaliere.

Secondo i dati contenuti nel primo “Rapporto sugli eventi sentinella” curato dal Ministero della Salute, ogni settimana due malati sono vittime di gravi errori medici.  Per eventi sentinella si intendono tutti quei casi di particolare gravità che indicano un serio malfunzionamento del sistema sanitario, provocano gravi rischi per i malati e la perdita di fiducia dei cittadini nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale.

Nel periodo monitorato, che si estende dal settembre 2005 al febbraio 2007, le più gravi malpractice segnalate sono: lo scambio di pazienti, l’individuazione errata delle parti del corpo da operare, la somministrazione scorretta di farmaci, le complicazioni post anestesia e durante i parti, le morti inspiegabili dopo un’operazione. Gli ospedali segnalano spontaneamente il sinistro solo in un caso su due. Pur riconoscendo l’importanza dell’individuazione degli errori nella prevenzione dei rischi, il personale sanitario è restio a segnalare gli eventi avversi. Secondo una ricerca condotta da Cineas nel 2006, il 76% dei direttori generali, dei vertici sanitari e degli hospital risk manager evidenziava la necessità di “sfruttare ogni incidente per prevenirne altri in futuro”, ma, nella maggior parte dei casi, sono i pazienti e i loro familiari a denunciare le malpractice.

La chirurgia risulta il reparto più a rischio, registrando il 26% degli eventi sentinella, seguita da ginecologia (17%), dalla medicina (13%) e dal pronto soccorso (12%).

Per i medici diventa sempre più difficile difendersi: il paziente dimostra che la condotta del professionista non è andata a buon fine e questi deve provare che i fatti avvenuti non sono ricollegabili al proprio operato, ma ad eventi fortuiti ed imprevedibili. In questo clima di sfiducia, diventa sempre più importante migliorare i processi di comunicazione tra medico e paziente, diffondendo la pratica del consenso informato.

Gli operatori del settore citano, tra le cause degli eventi avversi che si verificano in corsia, i turni troppo stressanti e l’assegnazione di compiti troppo difficili a personale non esperto. I professionisti della sanità sottolineano inoltre che, nella maggior parte dei casi, la responsabilità di un sinistro non è attribuibile alla responsabilità di una singola persona, ma all’intera organizzazione che non prevede adeguati sistemi di risk management.

 

Fonte: Corriere della Sera, 30 dicembre 2007

Sei in: Sanità » News

Parole chiave: errori in corsia, Rapporto sugli eventi sentinella, malpractice, risk management, Ministero della Salute,

 

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