
Il terremoto nella provincia cinese di Sichuan e un gran numero di cicloni tropicali hanno reso il 2008 un anno nero per le catastrofi naturali.
Le conseguenze di queste sciagure sono stati 220 mila morti e danni che ammontano complessivamente a 200 miliardi di dollari. Queste cifre si avvicinano molto ai record negativi raggiunti nel 2005, anno in cui il valore dei danni ha raggiunto i 232 miliardi di dollari.
Nonostante il numero degli eventi calamitosi sia sceso dai 960 registrati nel 2007 ai 750, le conseguenze prodotte sono state peggiori soprattutto negli Stati Uniti e in Asia.
Sono questi i dati allarmanti presentati dal rapporto annuale del gruppo tedesco di riassicurazione Munich Re. Le ragioni di tali catastrofi possono essere attribuite ai cambiamenti climatici e ai fenomeni atmosferici che diventano sempre più estremi.
L’Asia è stato il Paese più flagellato dalle sciagure. Il terremoto di Sichuan e il ciclone Nargis hanno provocato migliaia di vittime.
Nell’area dell’atlantico settentrionale il numero dei cicloni è stato superiore alla media di lungo periodo: ne sono stati registrati 16 rispetto ai 14,7 di media.
Agli inizi di marzo 2008, si è abbattuto sull’Europa l’uragano Emma che ha sferzato la Germania, la Danimarca, la Polonia, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, la Svizzera e l'Austria provocando 2 miliardi di dollari di danni.
Inoltre, in base alle rilevazioni dell’Organizzazione mondiale della meteorologia il 2008 si colloca al decimo posto nella classifica degli anni più caldi.
Fonte: http://www.munichre.com/en/press/press_releases/2008/2008_12_29_press_release.aspx
Parole chiave: Munich Re, catastrofi naturali, 2008, terremoto di Sichuan, ciclone Nargis, uragano Emma, Organizzazione mondiale della metereologia,

