05 Novembre 2007

Ricerca Cineas sui rischi ambientali in Italia e quadro legislativo

Come fronteggiare le calamità naturali, evitando un’inutile spreco di risorse: la proposta sostenuta da Cineas
 

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L’Italia è un paese in cui esiste il rischio elevato di calamità naturali, di natura sismica e alluvionale. Si stima che il 67% dei comuni italiani si trova collocato in zona sismica, il 50% delle imprese in aree a pericolo di frane e alluvioni e due milioni di persone vivono in aree ad alto rischio vulcanico. Su 57 milioni di italiani, insomma, oltre la metà vive in zone a rischio. Per il futuro, poi, le previsioni sui cambiamenti climatici vedono per l’Italia un consistente aumento di fenomeni estremi come precipitazioni intense, alluvioni e prolungate siccità.

E’ quindi improcrastinabile l’approvazione di una legge sui finanziamenti da attivare in caso di calamità allo scopo di non ricorrere, ogniqualvolta si verifica l’evento, ad un decreto d’urgenza. Questa prassi genera costi troppo elevati per lo Stato (calcolabili in 3,5 miliardi di euro all’anno) e non assicura servizi adeguati ai cittadini che per troppo tempo attendono rimborsi, poi sempre troppo esigui rispetto al danno subito. A livello politico si discute di un’assicurazione a copertura dei danni da calamità naturali sin dal 1993. Ma le divergenze tra le parti non hanno portato a nulla di concreto.

“Questa normativa si rimanda da troppo tempo - spiega Adolfo Bertani, presidente di Cineas, consorzio universitario specializzato nello studio e nella ricerca sulla gestione del rischio – e le responsabilità sono da cercare su più fronti. I vari Governi che si sono succeduti in questi anni hanno troppo temuto l’impopolarità di una legge che renda obbligatoria l’assicurazione per danni da calamità naturali e nulla hanno fatto per informare correttamente i cittadini sui vantaggi che a loro ne deriverebbero. Gli assicuratori, dal canto loro,  temono che la quota assicurativa definita dallo stato non sia sufficiente alla copertura del rischio. I cittadini, infine, percepiscono un’assicurazione obbligatoria come una tassa in più. Così per dieci anni si è parlato molto ma fatto assai poco. Ora lo scenario che abbiamo di fronte ci dice che in questa situazione non è possibile andare avanti. Sarebbe una colpevole mancanza di responsabilità nei confronti dei cittadini e degli altri paesi europei che da anni hanno già legiferato sul tema”.

L’articolo 202 della Legge Finanziaria 2005 prevede l’avvio di un regime assicurativo volontario per la copertura dei rischi da calamità naturale con l’istituzione di un apposito Fondo di Garanzia, gestito da Consap, e autorizza la spesa di 50 milioni di euro per il 2005.
Ma sono molti i pareri discordi a questa impostazione e si rischia l’ennesimo insuccesso.

Per evitare questo Cineas propone un approccio meno corporativo e più sistemico, invitando Ania, Protezione civile e Consap, sentiti i rappresentanti dei consumatori, ad elaborare un progetto comune e condiviso da presentare al mondo politico. “Una legge sulla copertura assicurativa delle calamità naturali sarà utile a tutti – continua Bertani – ai consumatori che avranno diritto al risarcimento in tempi brevi; agli assicuratori che, tramite un pool di compagnie, copriranno i rischi fino alla loro capacità massima di ritenzione; allo Stato che ridurrà le spese pubbliche, favorirà la prevenzione e gli interventi di consolidamento e di delocalizzazione.

E’ indispensabile, però, una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica affinchè comprenda i reali vantaggi della legge. E’ dunque auspicabile che il dibattito sul tema venga ripreso e ulteriormente approfondito in vista di una legge da approvarsi al più presto. Auspichiamo che il tavolo di confronto che abbiamo avviato oggi, e che proseguirà nei prossimi mesi, possa rappresentare il primo passo concreto in questa direzione”.

L’obiettivo è quello di associare lo Stato, le compagnie assicurative e gli assicurati in un fronte comune e realizzare una risk partnership tra tali soggetti. Il sistema delle assicurazioni per i rischi da catastrofe naturale, infatti, non è solo fattibile, come dimostra l’esperienza di molti importanti paesi, ma è anche in grado di affrontare, con maggiore efficienza, correttezza e trasparenza, il problema dell’indennizzo per i danni arrecati dalle catastrofi naturali ai privati, permettendo così allo Stato di destinare le limitate risorse finanziarie non solo alle emergenze, ma alle politiche di prevenzione.

Anche l’esigenza di una maggiore qualificazione professionale è estremamente importante in un settore così delicato. La possibile realizzazione in Italia di un sistema normativo e legislativo che regoli la gestione della tematica calamità naturali da parte delle compagnie assicurative e riassicurative pone il problema della creazione di nuove professionalità nell’ambito del corpo peritale chiamato a valutare i danni conseguenti ai fenomeni catastrofali. Ai professionisti che avranno il compito di supportare la fase di liquidazione dei danni da calamità naturali, dovendo di fatto gestire un sinistro assicurato, saranno necessariamente richieste competenze di tipo legale e assicurativo.

Fonte: Cineas

Allegati

Parole chiave: rischio calamità naturali, frane alluvioni, zona sismica,

 

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