
La sanità italiana spende ogni anno 500 milioni di euro per tutelarsi contro il rischio di ferire o provocare la morte dei pazienti. La spesa per la copertura assicurativa della sanità italiana sta crescendo a ritmi vertiginosi: nell’ultimo decennio è aumentata del 20% ogni 12 mesi. Sono queste le cifre pubblicate in un’inchiesta del settimanale L’Espresso.
Ogni anno si registrano circa 30 mila denunce, che i pazienti rivolgono a medici e infermieri per colpe professionali o disservizi della struttura sanitaria. L’esplosione delle spese assicurative ha provocato una corrispondente impennata degli indennizzi.
Secondo dati dell’Ania, nel 1995 si contavano circa 17 mila denunce per malasanità a cui corrispondeva una copertura assicurativa pari a 35 milioni di euro; dieci anni dopo sono gli esposti sono diventati 28.500 e i premi assicurativi hanno raggiunto i 381 milioni di euro. Negli ultimi dieci anni, i risarcimenti che le compagnie assicuratrici hanno pagato per coprire le responsabilità dei medici e i danni provocati da inadeguatezza e disorganizzazione delle strutture sanitarie sono decuplicati.
In 68 casi su 100, il paziente viene risarcito non perché è stata riscontrata la colpa del medico, ma per mancanza di mezzi, disorganizzazione e guasti prevedibili imputabili alla cattiva gestione della struttura sanitaria.
Fonte: L’Espresso, 5 giugno 2008
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