10 Aprile 2008

Soppressione della Sportass: quali conseguenze per il mondo assicurativo?

Mauro Oriana, ex studente Cineas, interviene sugli effetti prodotti dall’eliminazione dell’assicurazione pubblica sullo sport
 

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Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 229 del 2 ottobre 2007 del decreto fiscale collegato alla finanziaria 2008 (D.L. ottobre 2007 n° 159), la SPORTASS, l’assicurazione pubblica dello sport, viene soppressa. Abbiamo chiesto un parere in merito a Mauro Oriana, ex studente Cineas, responsabile del Risk Management e responsabile commerciale del broker  Mansutti spa.

Che cosa cambia nel mondo dello sport con la soppressione della sportass?
Con il 1 ottobre, nei rapporti relativi al ramo previdenziale subentra l’INPS; mentre, per quanto concerne i rapporti assicurativi, la gestione passa all’Istituto Nazionale  per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, INAIL. Ad oggi, in un Paese in cui 59,4% della popolazione pratica attività fisica (di questi il 20,9% in modo continuativo) gli atleti con una tessera di federazione, che sono secondo le stime circa 3,5 milioni (Indagine sulla pratica sportiva in Italia attraverso i dati CONI /ISTAT del 2005 www.coni.it), non usufruiscono di copertura assicurativa, se la stessa federazione di appartenenza non provvede in maniera autonoma a sottoscrivere un contratto assicurativo.

Qual è stata la reazione del mondo assicurativo?
Negli ultimi periodi si è assistito ad un crescente interesse delle compagnie di assicurazione verso il comparto sportivo.

Perché il mondo sportivo ha questo appeal sulle compagnie assicurative?
A mio parere si possono individuare due ordini di motivi. Il primo riconducibile alle potenzialità di business che il settore sportivo può offrire. Infatti, oltre alle ordinarie coperture riguardanti gli infortuni subiti dagli atleti, o la salvaguardia degli assets materiali quali impianti, macchinari ed attrezzature, le nuove normative hanno fatto emergere nuove possibilità assicurative. Si pensi ad esempio all’opportunità di coprire finanziariamente le perdite economiche subite da una società per il mancato utilizzo di un atleta infortunato oppure a causa di un obiettivo fallito, quale la mancata qualificazione a specifiche manifestazioni che avrebbero rappresentato una fonte di sicuro guadagno (diritti televisivi, sponsorship ecc…).
Il secondo, sicuramente di maggior impatto mediatico, è strettamente legato alla promozione dell’immagine del marchio assicurativo. Allo sport sono legati, infatti, dei valori positivi come: il benessere e la qualità della vita, lo spirito di sacrificio, il rispetto, la lealtà ecc…
A giustificazione di ciò basti notare che, sempre più spesso, marchi di imprese di assicurazione sono partner e main sponsor di importanti compagini nazionali e/o società sportive. 

Fonte: Cineas

Parole chiave: Mauro Oriana, sportass, l’assicurazione pubblica dello sport,

 

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