
Secondo i dati dell’ultima indagine portata avanti dal Tribunale del Malato, sulla base delle segnalazioni dei pazienti, nel 2006 gli errori in corsia sarebbero in diminuzione del 5-6% rispetto al 2005.
In un caso su tre, l’evento avverso si verifica in ortopedia e in oncologia, che sono le due specialità mediche più rischiose sia dal punto di vista dell’assistenza che degli interventi chirurgici. A seguire ostetricia, ginecologia e chirurgia generale che registrano un miglioramento del 4% ciascuna. Segno meno anche per gli errori compiuti nei settori di oculistica, odontoiatria e chirurgia estetica, in aumento invece quelli in Pronto soccorso.
Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato, sottolinea, commentando i dati presentati, che in buona parte degli ospedali italiani mancano le Unità di Risk management, strutture deputate alla gestione e prevenzione del rischio. “E’ ora che questo strumento diventi obbligatorio per tutte le strutture e che si intervenga su chi non lo adotta”, ribadisce la coordinatrice del TdM.
In occasione della presentazione della ricerca, il tribunale per i diritti del Malato ha proposto la Carta della qualità in sala operatoria con l’intento di incrementare il livello di fiducia dei malati ricoverati nei reparti chirurgici. La Carta si compone di 7 principi fondamentali, tra i quali ci sono: l’informazione completa nei confronti del paziente, il rispetto del consenso informato e l’introduzione delle innovazioni tecnologiche per la riduzione del rischio. Hanno già sottoscritto la carta 15 ospedali.
Anche i medici sono attivi nel monitoraggio dei sinistri. L’Ordine provinciale dei medici di Roma, il Tribunale e l’Università Tor Vergata hanno creato, alla fine di agosto 2007, l’ “Osservatorio permanente sulla responsabilità professionale medica e odontoiatrica” i cui obiettivi sono: tenere sotto costante controllo le malpractice, individuare i settori in cui viene richiesto il maggior numero di risarcimenti e le specialità in cui ci sono più condanne.
Il dossier di lavoro dell’Osservatorio è composto da 3000 sentenze tra civili e penali risalenti al periodo che va dal 2002 al 2006. La Procura della Repubblica ha ricevuto nel periodo oggetto di rilevazione 1650 denunce per omicidio colposo e lesioni da attribuirsi all’attività sanitaria. Di queste, 900 sono state archiviate nel corso delle indagini, 600 sono stati i rinvii a giudizio di cui uno su due si è risolto con l’assoluzione per il medico. Per quanto riguarda le 1800 sentenze civili, il 40% si conclude in primo grado a favore del dottore, mentre in un 30% dei casi che non si concludono in primo grado viene riconosciuto al paziente un risarcimento di modesta entità (meno di 20 mila euro).
Gli ordini dei medici e degli avvocati, la Camera di Conciliazione di Roma hanno promosso, a partire dal 2005, il progetto “Accordia” al fine di comporre le controversie tra medico e paziente in tempi più rapidi senza ricorrere al tribunale. Ci sono state 2000 segnalazioni di errori medici e nel 70% dei casi il contenzioso si è risolto con il dialogo delle parti.
Fonte: Corriere della Sera 21 ottobre 2007
Parole chiave: errori, clinici, tribunale del malato, Unità di Risk management, Carta della qualità in sala operatoria,

