13 Giugno 2008

Troppe aziende e lavoratori ancora esposti al rischio infortuni

I risultati dell'indagine commissionata da Cineas sul tema della gestione della sicurezza nelle aziende e le proposte del Consorzio
 

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Qual è la causa principale degli infortuni sul lavoro nelle aziende più esposte al rischio di incidenti? L’inasprimento delle sanzioni è uno strumento utile? Le sanzioni devono essere applicate anche ai lavoratori che non rispettano le norme? Quanto sono propensi i dipendenti delle aziende a rispettare le norme di sicurezza? Qual è il livello di formazione in azienda? Sono alcune delle domande poste ad un campione di 400 responsabili aziendali in tema di sicurezza di imprese operanti nel settore chimico, edilizio, manifatturiero e metallurgico in un’indagine commissionata da Cineas. I risultati del sondaggio sono stati presentati nel corso del convegno "Sicurezza sul lavoro: utopia o realtà?", organizzato dal Consorzio il 10 giugno 2008, a Milano.

Gran parte del campione di imprese intervistate ritiene che gli incidenti siano dovuti ad errori umani difficilmente controllabili; un’altra causa principale è legata alla mancanza di una formazione adeguata rivolta ai dipendenti, seguita da carenza di misure di sicurezza e scarsa frequenza con cui vengono effettuati i controlli. L’inasprimento delle sanzioni è giudicato utile ma insufficiente e le sanzioni stesse dovrebbero essere applicate anche ai lavoratori che non rispettano le norme. La propensione dei lavoratori a rispettare le norme di sicurezza è giudicata appena sufficiente, mentre sull’attività di formazione rivolta ai dipendenti, un terzo circa delle aziende del settore chimico, edilizio, e metallurgico e la metà di quelle che operano nel settore manifatturiero non hanno avviato alcuna attività formativa in tema di sicurezza nell’ultimo anno.

Da Cineas: ridurre del 50% il numero dei decessi nei prossimi 5 anni

In linea con la sua mission legata alla diffusione della cultura del rischio, Cineas, invita Inail, Ispesl (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro), Confindustria e sindacati a fare sistema su tutto il territorio, coordinando una serie di iniziative volte ad innescare un corretto processo di identificazione, valutazione e controllo di tutti i rischi aziendali.

“Sarebbe utile – spiega Adolfo Bertani, presidente Cineas, - lanciare un grande progetto di collaborazione nazionale tra Inail, Ispesl, Confindustria e sindacati per la realizzazione di un “roadshow” formativo e comportamentale in tutto il territorio partendo dalle PMI del settore costruzioni, con l’obiettivo ambizioso ma necessario e significativo di ridurre del 50% il numero dei decessi per infortuni sul lavoro nei prossimi 5 anni e poter salvare nel periodo oltre 3000
vite umane. Il nuovo Decreto Legislativo del 9 aprile n.81 del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro è certo necessario, ma non sufficiente a risolvere il problema - continua Bertani - La comunità scientifica concorda sul fatto che l’85% degli infortuni è dovuto a comportamenti pericolosi. Esiste, quindi, un’enorme urgenza di intervenire sulla cultura della prevenzione, utilizzando metodologie di avanguardia e di provata efficacia per la riduzione degli infortuni, metodologie nate nell’ambito delle “scienze del comportamento” come la “Behavior Based Safety” che, adottata in molte industrie USA, si è dimostrata estremamente efficace nel ridurre gli infortuni anche di 10 volte rispetto alla media”.

Su quali elementi fare leva

L’attenzione di Cineas si focalizza sulla gestione dei rischi nel luogo di lavoro. “Le norme perdono di efficacia se inserite in un contesto privo della cultura della prevenzione – spiega il presidente di Cineas. “E’ necessario quindi porre le basi per costruire una cultura della sicurezza in cui è fondamentale creare le competenze e favorire comportamenti corretti di fronte al pericolo”.

Valutando i rischi, combattendoli all’origine e promuovendo una cultura della prevenzione, è possibile ridurre significativamente il numero degli incidenti sul lavoro e le malattie professionali. I datori di lavoro, i lavoratori e i governi giocano un ruolo chiave nel raggiungimento di questo obiettivo.

Secondo Cineas, le misure concrete da mettere da subito in campo sono:

•  lanciare un grande progetto basato sul risk management: la gestione del rischio diventa strategica per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, aumenta il valore per gli azionisti. Il nuovo Testo Unico per la sicurezza sul lavoro pone, infatti, l’accento su una figura chiave della gestione aziendale: il risk manager. Già da tempo, in alcuni contesti organizzativi, tale posizione non è più ricoperta da un semplice esperto della normativa, ma da un manager della sicurezza in grado di gestire progetti, guidare team, collaborare con tutte le funzioni aziendali per prevenire gli incidenti, applicando standard anche più severi di quelli previsti della legge;

•  rafforzare la formazione come diritto dell’operaio e dovere del datore di lavoro: informazione, formazione e comunicazione sono considerati elementi chiave per la prevenzione di incidenti e di infortuni. La formazione professionale, che non deve essere confusa con l’addestramento, e i comportamenti corretti sono alla base della sicurezza sul lavoro;

•  introdurre tecniche di Behaviour Based Safety per migliorare i comportamenti individuali di fronte ad eventi inattesi. E’ necessario puntare sul rinforzo dei comportamenti di sicurezza e non sulla punizione dei comportamenti insicuri. Numerosi studi confermano che per ottenere una stabile riduzione del numero di eventi incidentali, occorre agire sulla sicurezza di macchine ed ambienti di lavoro, ma anche e soprattutto sul comportamento umano, fattore che è alla base di circa l’85% degli infortuni, realizzando interventi che tendano a neutralizzare o a ridurre i comportamenti a rischio esibiti dai lavoratori.

“L’approccio comportamentale alla sicurezza sul lavoro non solo riduce il tasso di infortuni – conclude Bertani – ma è anche in grado di promuovere la cultura della sicurezza, che è l’elemento insostituibile del processo di rinnovamento organizzativo nel quale la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro possono essere parte integrante e irrinunciabile dello sviluppo economico e sociale del paese”.

Fonte: Cineas

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Parole chiave: sicurezza sul lavoro, indagine, Adolfo Bertani, infortuni, Decreto Legislativo del 9 aprile n.81 del 2008, Inail, Ispesl, Confindustria, sindacati, risk manager, Behavior Based Safety,

 

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