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A Milano, rischi reali e virtuali

Ha avuto luogo lo scorso 8 giugno il convegno “Gestire i rischi dal territorio al mondo virtuale”, organizzato da Insurance Connect, patrocinato da Cineas, Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano e ANRA e come sempre moderato da Maria Rosa Alaggio, direttore di Insurance Trade.
Obiettivo dell’evento – come leggete nell’agenda riportata al primo link in calce – analizzare i rischi sul territorio e per i beni dell’impresa, le garanzie per le aziende in un mondo globalizzato, il cyber crime (“come arginare un rischio trasversale”), la gravità dei rischi catastrofali, le aziende tra terrorismo e conflitti sociali, l’evoluzione delle responsabilità per imprese e amministratori, l’importanza della semplificazione del contratto assicurativo, della prevenzione e del supporto consulenziale ed il bisogno di polizze più evolute espresso dalle rappresentanze delle aziende clienti.

 

Connessi o robotizzati?
Il primo argomento su cui si sono concentrati i relatori ospiti è stato quello dell’Industria 4.0 e delle sfide che essa pone, anche naturalmente al settore previdenziale: Alessandro De Felice, presidente di Anra, ha delineato uno scenario in cui già nel 2020 saranno attivi 26 miliardi di device interconnessi in rete, fra cui droni che di notte leggono i codici a barre dei prodotti appena stoccati nei magazzini aziendali, o fantascientifiche mandrie di mucche interconnesse per effettuare controlli preventivi della qualità del latte che esse si accingono a produrre. In questo mondo la sfida è impostare i processi in modo che possano essere gestiti in totale autonomia e – ha aggiunto De Felice – anche il settore assicurativo non può pensare di restare fermo ad osservare un mondo industriale in sì vorticosa evoluzione.
Si dovranno dunque “robotizzare” anche le polizze? Attenzione però a cercare la standardizzazione nel momento in cui l’interlocutore aziendale ha acquisito maggior consapevolezza delle proprie esigenze e cerca un partner in grado di supportarlo a livello consulenziale, ha notato Bruno Giuffré, ordinario di Gestione dei Rischi Finanziari presso il Politecnico di Milano.


Pirati e terroristi
Fra i nuovi rischi che inquietano le imprese, e su cui quindi si giocherà molto della futura credibilità delle compagnie assicurative, il posto d’onore spetta al cyber crime, che si fa di anno in anno più minaccioso: basti pensare che il solo fishing (furto di dati personali e aziendali in rete) è cresciuto di oltre il 1000% nell’ultimo anno e le aziende italiane hanno speso più d’un miliardo di euro in sicurezza informatica (+5% rispetto all’anno passato), di cui circa il 40% non è stato investito a scopo preventivo bensì per riparare i danni subìti dopo un attacco, peraltro spesso nemmeno riparabili, come ha illustrato l’esperto Umberto Rapetto, fondatore e capo del GAT (Gruppo Anticrimine Tecnologico della GdF) e oggi CEO di HKAO - Human Knowledge As Opportunity. Tutti dati stimati, del resto, essendo le aziende colpite spesso reticenti a denunciare gli attacchi di cui siano state vittime, per tema di perderci anche in termini di reputazione di affidabilità presso i clienti.
Pure in crescita e meno nascosto è il parallelo fenomeno del cyber terrorismo, che non colpisce solo le elezioni americane ma anche molte realtà aziendali multinazionali, che purtroppo però ancora li affrontano con modalità “poco sofisticate”, hanno spiegato Marco Araldi, general manager di Marsh e Carlo Cosimi, head of insurance and risk financing di Saipem; un’ulteriore minaccia in crescita di cui manca parimenti un’analisi approfondita dei rischi, giacché spesso le stese informazioni diffuse dai media sono “incomplete e fuorvianti”.

 

Segnali positivi
Mentre il settore assicurativo cerca il proprio equilibrio fra, minacce da fanta thriller, innovazione tecnologica e rapporto consulenziale personalizzato, a Cineas è toccato il grato compito di mettere in luce i segnali positivi nello scenario, che il presidente Bertani ha identificato nei seguenti quattro aspetti: il programma del governo Casa Italia, che rappresenta un primo passo verso una gestione seria del rischio sismico nel senso della compartecipazione pubblico/privato; l’alleanza per lo sviluppo sostenibile, che fa parte dell’agenda 2030 dell’Onu; il cambiamento dellla mission della fondazione ANIA; il progetto Derris (DisastER Risk Reduction InSurance, cfr. il programma al secondo link e il sito dedicato al terzo in calce).

 

Derris da Torino all’Italia
Presentato da Elisabetta Ferlini, direttore di Cineas, insieme a Aldo Blandino, responsabile tecnico dell’area ambiente del Comune di Torino (città pilota dell’iniziativa) e Marjorie Breyton, Derris project manager del gruppo Unipol (partner finanziario assicurativo), il progetto Derris ha l’obiettivo di gettare un ponte tra il mondo assicurativo, la PA e le aziende, fornendo a queste ultime gli strumenti necessari per ridurre i rischi; per far ciò intende trasferire conoscenze dall’assicurazione alla PA e alle PMI su risk assessment e risk management di eventi legati al cambiamento climatico; realizzare un tool di auto-valutazione per misurare il rischio e adottare misure di prevenzione e di gestione delle emergenze nelle aziende; sviluppare forme innovative di partnership pubblico-privato tra l’assicurazione, la PA e le imprese, per incrementare la tutela del territorio e l’aumento della resilienza; e studiare strumenti finanziari innovativi che permettano di muovere capitali dedicati alla riduzione dei rischi.
L’altro segnale globalmente positivo emerso dal convegno è quello delle prospettive dello scenario economico, finalmente meno plumbee dopo il lungo periodo di crisi: la speranza è dunque che il settore assicurativo sappia cogliere l’opportunità cavalcando l’onda del cambiamento e non venendone disarcionato per eccesso di conservatorismo.


– Mario Gazzola

 

Approfondimenti:

 
Insurance trade – Gestire i rischi dal territorio al mondo virtuale
> Life Derris – Presentazione e fasi del progetto
Life Derris
 
 

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