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Il Sonar di Swiss Re sui rischi che ci attendono

14/12/16 – Swiss Re ha pubblicato anche quest’anno i risultati del rapporto SONAR, realizzato attraverso le rilevazioni ottenute dal sistema omonimo, sviluppato all’interno del medesimo colosso della riassicurazione svizzero, per captare sin dall’origine i segnali relativi ai rischi che si apprestano ad impattare sul nostro mondo nell’imminente futuro. Rischi nel breve termine (tre anni) o nel lungo (oltre i tre) che vengono classificati secondo quattro principali categorie, relative al contesto sociale, politico, economico e concorrenziale, naturale e tecnologico. Sulla base di questa classificazione vengono quindi identificati 24 macro-trend.

 

Economie emergenti e tassi “sommersi”

Ebbene, sembra che fra i ventuno rischi emergenti per gli esperti di Swiss Re figurino alcune delle nuove tendenze in atto nella nostra società, vuoi per la diffusione capillare delle nuove tecnologie, vuoi per le evoluzioni in corso nel rapporto delle persone con le istituzioni. Ma andiamo con ordine: la prima fonte di potenziale rischio per lo sviluppo del settore assicurativo individuata a livello globale è l’incertezza politica nei Paesi emergenti, che potrebbe indurre le compagnie a rivedere le proprie strategie a livello mondiale, magari anche perdendo nuova clientela pur di non esporsi ad elevati tassi di rischio-Paese.

Subito dopo, viene il cosiddetto “il grande esperimento monetario”, ossia le politiche monetarie non convenzionali attualmente in atto: infatti, i costi a lungo termine dei tassi di interesse negativi potrebbero portare a una perdita di fiducia nel sistema monetario, o comunque rallentare la crescita economica globale.

 

Isolati da “Matrix”?

Per quanto riguarda invece i rischi di natura tecnologica, essi entrano in gioco subito dopo: al terzo posto si situa infatti la “frammentazione di internet”, ossia il rischio che i sistemi di sicurezza sempre più sofisticati per difendere le reti nazionali (o aziendali) dalle intrusioni diano vita a sorte di “isole nella rete” (come s’intitolava uno storico romanzo cyberpunk di Bruce Sterling); insomma, infrastrutture IT isolate e distaccate da reti globali a causa dei firewall, dei software per filtrare le informazioni indesiderate e consimili soluzioni di cyber security, con possibili aumenti nei costi e rischi di interruzione di attività per le società multinazionali che devono ottemperare a diversi sistemi e policy nazionali (qui Cina e Russia figurano come principali “imputati”, ma subito seguite da Brasile e persino dall’avanzata Germania).

Ma non è tutto: le evoluzioni dell’intelligenza artificiale e della robotica potrebbero infatti tradursi in una perdita di posti di lavoro per effetto di una nuova “rivoluzione industriale digitalizzata”. 

Inoltre, le tecnologie meno di frontiera ma più diffuse a livello di massa, nelle forme della sharing economy (supportate da smartphone, social network etc.), potrebbero rappresentare un rischio per le compagnie tradizionali, a fronte della concorrenza sul mercato da parte di operatori definiti “peer-to-peer”, ossia in grado di raggiungere nuovi clienti nell’ambito delle dinamiche di questo tipo di economia e sui nuovi media.

 

Populismo o consumerismo?

I ricercatori di Swiss Re individuano poi l’ultima area di nuovi, rilevanti rischi potenziali in quello che è stato anche definito “populismo 2.0”, che fa riferimento alle vaste aree del corpo sociale – e di numerose nazioni del globo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna all’Italia medesima, per restare vicini ai fatti di cronaca politica più recente – che mostrano crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni che dovrebbero rappresentarle; una sfiducia che può significare il successo di forze appunto populiste o anti-sistemiche, con conseguenti periodi di instabilità politica, sempre temuti per i rispettivi effetti negativi sullo sviluppo economico, ma anche più direttamente sul rischio di aumento di un clima sociale di ostilità che si estenda anche ai brand aziendali, ad esempio con incrementi nelle richieste di risarcimenti nei confronti delle compagnie assicurative.

Una singolare fusione di rischio politico e rischio aziendale, che potrebbe rafforzarsi proprio grazie alla suddetta capillarità delle tecnologie di comunicazione, favorendo quelle che vengono definite “mobilitazioni virali senza leader”: fulminee propagazioni virali di messaggi come flash mob, pubblicità negative, inviti alla rivolta popolare contro presunte ingiustizie, o altre forme di protesta ancora inedite, magari inviti al boicottaggio commerciale, che potrebbero risolversi in sbrigative gogne mediatiche per il “nemico pubblico del giorno” (si veda ad es. in Italia il diffuso astio contro Equitalia) e che secondo Swiss Re rappresentano rischi di maggiori perdite o di business interruption.

–Mario Gazzola

 

Approfondimenti:

> Swiss Re

> Swiss Re SONAR update report highlights new and emerging risks

> Swiss Re SONAR – New emerging risk insights

 

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