La 3ª edizione dell’Osservatorio sul Risk Management nelle medie imprese manifatturiere, realizzata nel 2015 da Cineas in collaborazione con Mediobanca, rappresenta una delle prime analisi sistematiche volte a misurare la percezione dei rischi, l’efficacia dei presìdi adottati e la loro relazione con le performance economiche del segmento mid-cap industriale italiano.
L’indagine si basa su un questionario somministrato nel secondo semestre del 2014 a un ampio panel di imprese manifatturiere, con l’obiettivo di comprendere se e in che misura una gestione strutturata del rischio costituisca un fattore abilitante per la redditività, la competitività e la solidità organizzativa.
Struttura dell’indagine e profilo delle imprese
Il campione analizzato è composto da 257 medie imprese manifatturiere a controllo familiare, selezionate secondo i criteri dimensionali adottati annualmente da Mediobanca. Le imprese rispondenti presentano, in media, fatturato, dimensione occupazionale e propensione all’export superiori rispetto a quelle non rispondenti, suggerendo che la sensibilità ai temi del rischio cresca con l’aumentare della complessità organizzativa.
L’Osservatorio evidenzia come, al di sotto di determinate soglie dimensionali, la gestione strutturata del rischio tenda a restare latente, non per carenza di risorse, ma per un limite prevalentemente culturale.
I macro-rischi analizzati
Il questionario è articolato su sei macro-aree di rischio, ciascuna declinata in profili specifici:
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rischi operativi
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rischi sui mercati esteri
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rischi legali
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rischi finanziari
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rischi informatici
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rischi reputazionali
Per ciascun profilo viene rilevata la rilevanza attribuita, l’efficacia dei presìdi, il livello di sofisticazione organizzativa, la funzione responsabile (risk owner) e la possibilità di copertura assicurativa. Questo impianto metodologico consente di confrontare in modo sistematico percezione del rischio, qualità della gestione e risultati economici.
Rischi percepiti e aree di sottovalutazione
I risultati mostrano una forte focalizzazione delle imprese sui rischi tradizionali e normativamente rilevanti, in particolare:
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sicurezza sul lavoro,
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regolarità fiscale,
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solvibilità dei clienti,
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rischi operativi legati alla continuità del processo produttivo.
Al contrario, risultano significativamente sottovalutati i rischi reputazionali, nonostante il loro potenziale impatto irreversibile sul valore dell’impresa. L’Osservatorio mette in luce come la bassa probabilità percepita di tali eventi prevalga sulla valutazione della gravità delle conseguenze, evidenziando ampi margini di miglioramento nella cultura del rischio.
Gestione del rischio e performance economiche
Uno dei contributi più rilevanti dell’edizione 2015 è l’analisi della relazione tra qualità della gestione del rischio e performance aziendali. I dati mostrano che le imprese con un elevato livello di percezione e presidio dei rischi conseguono:
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maggiori livelli di redditività (ROI e ROE),
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migliore competitività, misurata in termini di costo del lavoro per unità di prodotto,
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maggiore sofisticazione organizzativa, con una più alta incidenza di personale qualificato.
In particolare, la sensibilità verso i rischi reputazionali e legali risulta associata ai vantaggi più marcati in termini di redditività netta, confermando che una gestione evoluta del rischio non è solo un fattore difensivo, ma una leva strategica di creazione di valore.
Costi del risk management e prospettive di investimento
Le spese sostenute dalle imprese per la gestione del rischio rappresentano mediamente il 3,5% del fatturato, con una concentrazione sui rischi operativi, legali e finanziari. L’Osservatorio stima una significativa distanza tra il livello attuale di copertura e quello ottimale, suggerendo un ampio potenziale di investimento futuro in servizi di gestione, consulenza e formazione.
Le imprese che prevedono un aumento degli investimenti in risk management nel triennio successivo mostrano, in media, risultati economici migliori rispetto a quelle orientate alla riduzione della spesa, rafforzando l’ipotesi di una relazione virtuosa tra attenzione al rischio e qualità manageriale.
Ruoli organizzativi e assenza di una figura dedicata
Sul piano organizzativo, la gestione del rischio risulta fortemente accentrata nei vertici aziendali. Il CFO emerge come figura maggiormente coinvolta, seguito dalla direzione commerciale e dalla direzione generale. La presenza di una figura formalmente dedicata al risk management è pressoché assente, segnalando un modello ancora embrionale e poco specializzato.
L’Osservatorio evidenzia come l’introduzione di un ruolo unitario di coordinamento del rischio potrebbe generare economie di scala, migliorare l’efficacia dei presìdi e liberare risorse interne oggi impegnate in attività trasversali.
Un’edizione fondativa per il percorso dell’Osservatorio
La 3ª edizione del 2015 rappresenta una base fondativa per l’intero percorso dell’Osservatorio Cineas. I risultati mettono in evidenza, con chiarezza, che una gestione strutturata e consapevole del rischio è una condizione necessaria – seppur non sufficiente – per migliorare redditività, competitività e solidità organizzativa delle medie imprese manifatturiere italiane.
Molti dei temi che diventeranno centrali negli anni successivi – governance, rischi emergenti, reputazione, integrazione del risk management nella strategia – trovano in questa edizione una prima, solida sistematizzazione.