I veicoli elettrici stanno entrando sempre più rapidamente nella mobilità quotidiana ma insieme alla diffusione della tecnologia, cambiano anche i rischi e soprattutto il modo in cui devono essere valutati e gestiti.

A differenza dei veicoli tradizionali, un’auto elettrica è costruita attorno a un elemento centrale: la batteria ad alta tensione, integrata nel pianale. È il componente più costoso e anche il più critico dal punto di vista del rischio.

Dopo un urto, infatti, il danno alla batteria può non essere immediatamente visibile. E proprio qui si apre uno dei principali elementi di complessità: il rischio non è solo nell’impatto, ma anche in ciò che può accadere dopo.

In alcuni casi, possono verificarsi fenomeni come il thermal runaway, ovvero uno sviluppo incontrollato di calore che può portare a incendi anche a distanza di ore dall’incidente. Questo rende necessarie procedure specifiche, come la messa in quarantena del veicolo.

Dal punto di vista assicurativo e peritale, tutto questo si traduce in una maggiore complessità: valutazioni più difficili, rischio di sottostima del danno, costi di riparazione più elevati e necessità di competenze tecniche specifiche.

È proprio questo il punto: i modelli utilizzati per i veicoli tradizionali non sono più sufficienti se applicati senza una lettura approfondita delle nuove tecnologie.

Nel video, Paola Russo approfondisce questi aspetti e spiega perché conoscere il funzionamento dei veicoli elettrici è oggi fondamentale per chi si occupa di sinistri e gestione del rischio.

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