
Osservatorio Cineas, XII edizione – 2025
EDITORIALI PARTNER
L’indagine è stata condotta a marzo 2025 sottoponendo un questionario a cui hanno risposto 350 imprese. Le imprese rispondenti hanno un fatturato medio di 30 milioni di euro e una media di 228 addetti. Nella maggior parte dei casi il questionario è stato compilato da profili con ruoli direttivi nell’azienda.

La ricerca è stata condotta da Cineas in collaborazione con IPSOS
PARTNER
Sono partner dell’iniziativa: Allianz, Axa XL, Gruppo Per, Helvetia, Reale Mutua e Zurich.

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I PUNTI SALIENTI
- Scenario dei rischi percepiti
Le medie imprese italiane devono affrontare una situazione complessa, che include rischi legati instabilità geopolitica, polarizzazione sociale e una serie di preoccupazioni economiche e ambientali. L’approccio proattivo al risk management, con capacità di risposta e adattamento rapide, in questo contesto è essenziale
- Le principali sfide per le imprese
Innovazione, adattamento ai cambiamenti di mercato, riduzione dell’impatto ambientale e instabilità finanziaria sono tra le sfide più rilevanti. Il cambiamento non è solo tecnologico ma anche organizzativo, richiedendo capacità di risposta rapida e flessibile.
- Effetti della politica economica USA
Le politiche commerciali aggressive degli USA (in particolare dazi) sono percepite come rischi significativi. Le imprese temono perdita di mercati, aumento dei costi e instabilità economica. Più esposte risultano le medie e grandi aziende.

- Cambiamenti climatici e sostenibilità
Si osserva una sempre crescente attenzione verso i rischi ambientali e climatici: molte imprese sono assicurate contro i rischi di calamità naturali in risposta alle nuove normative. Tuttavia, persiste una significativa porzione di aziende che non ha ancora implementato modelli di monitoraggio del rischio climatico, indicando una possibile necessità di intensificare la preparazione nei confronti di tali minacce.

Il 66% delle aziende ha introdotto sistemi per monitorare gli SDG, spinti da obblighi normativi e attenzione crescente alla sostenibilità. Le imprese monitorano rischi fisici, reputazionali e sulla supply chain. Tuttavia, il 34% non ha ancora adottato questi strumenti.
- Intelligenza artificiale: adozione e rischi
L’adozione dell’IA è in crescita, ma ancora limitata. Le principali applicazioni riguardano automazione produttiva e customer care. Tra i rischi percepiti: sostituzione del lavoro umano, sicurezza dei dati e scarsa cultura digitale.
- Sistemi di gestione e mappatura dei rischi
Cresce la diffusione di comitati dedicati al rischio nei CdA. Tuttavia, la presenza di modelli strutturati varia molto tra piccole e grandi imprese.
- Investimenti nel risk management
La maggior parte delle aziende prevede di mantenere stabili gli investimenti nel risk management. Un’azienda su quattro, soprattutto tra le medie, prevede un aumento. Industria e commercio appaiono più propensi a investire rispetto ai servizi.
- Gap tra rischio percepito e copertura assicurativa
Molti rischi rilevanti (cyber risk, rischi regolamentari, ambientali) risultano sotto-assicurati. La causa principale è la mancata conoscenza della possibilità di assicurarsi, seguita da costi percepiti troppo alti e impatto economico ritenuto modesto.
- Formazione interna sul rischio
Il 72% delle aziende ha in programma attività formative sul rischio, spesso rivolte a tutti i dipendenti. La maggior parte è finanziata internamente. Tuttavia, un terzo delle aziende prevede una riduzione delle attività nei prossimi 12 mesi.
